Spett. redazione,
voglio molto bene ai cani, li considero veramente i migliori amici dell'uomo ed un grande aiuto per tutti coloro che hanno bisogno di fare movimento e di affetto. Ma capita spesso, nel parco pubblico di via Kolbe, dove esiste a margine una bella area dedicata alla sgambatura dei cani, di assistere a scene pietose da parte dei loro padroni, che denotano la vera essenza di molti italiani, che se non sono controllati e/o sanzionati non rispettano le regole, vogliono essere sempre più furbi degli altri e non hanno alcuna coscienza  del vivere civile  e alcun interesse del rispetto per gli altri.

Capita così che c'è la signora col suo bel cane lupo che lo spazzola per bene ed a lungo, a margine della pista ciclabile che circonda il Parco, poi tranquillamente se ne va lasciando un mucchio di pelo alto 10 cm in terra, a fianco del cestino dei rifiuti che si trova a due metri di distanza (tanto prima o poi volerà via).

Capita il signore che raccoglie la cacca del cane solo se colto in flagrante da qualcuno, ma se non c'è nessuno la lascia tranquillamente a terra.  

Ho  capito dopo una lunga osservazione  che la maggior parte di coloro che lasciano liberi i cani fuori dall'area sgambatura loro dedicata non lo fanno per farli correre liberi (potrebbero farli correre liberi dentro l'area dedicata, tra l'altro quasi sempre vuota), ma per non raccogliere la loro cacca quando non sono visti.

Capita la signora con tre cani liberi che scorrazzano liberamente per il parco, seduta sul muretto adiacente la ciclabile  di fronte alla palestra, a venti metri dall'area sgambatura cani; informata sul fatto che dovrebbe portarli dentro all'area suddetta a correre liberi risponde: “e allora?”, e alla domanda del perchè non rispetti le regole, la risposta è: “lo faccio per far parlare le persone come lei”.

Capita il signore  che accompagna verso l'area di sgambatura il suo cane libero e senza museruola  (buonissimo, ma  lo sa lui che è buono, magari è di  una razza da combattimento), lungo la pista ciclabile, che quando ti incrocia lo lega, per poi  slegarlo subito dopo e se gli fai presente che lo dovrebbe tenere legato ti risponde che il suo cane è più buono di te.

Io penso ai bambini, in particolare a quelli che non hanno cani e quindi non conoscono i loro comportamenti, che possono spaventarsi anche molto e rimanere la paura dei cani per tutta la vita, a causa di un cane libero che gli abbaia violentemente contro, col padrone che dice: ma non fa niente!!! Oppure che, vedendolo libero, si spaventano perchè hanno paura di essere aggrediti (premesso che un cane dovrebbe essere addestrato a non abbaiare contro la gente quando se ne va a spasso per la città col padrone, altrimenti questo se lo dovrebbe tenere a casa sua; la colpa è del padrone e non del cane).

Di questi casi se ne vedono a bizzeffe, purtroppo non conta dire qualcosa educatamente, se va bene ti guardano con compassione,  se va male ti prendi un vaffa…..

Ho visto tempo fa due guardie volontarie in mountain bike che facevano un giro sulla pista ciclabile di questo Parco, la sola vista di costoro induceva gli interessati a rispettare le regole.

Auspico quindi una presenza più frequente di tali guardie, dato che in questa zona i cani sono tanti, data l'area di sgambamento e di conseguenza le situazioni che sopra ho descritto sono ormai una consuetudine continua (chissà perchè le persone copiano sempre i cattivi esempi, mai quelli buoni).

Chiaramente non si vuole fare di ogni erba un fascio, perchè la maggior parte dei padroni dei cani sono  rispettosi delle norme che regolano il vivere civile in una comunità di persone e di cani, tanto di cappello a costoro, ma proprio questi dovrebbero fare opera di persuasione verso gli “indisciplinati”, nell'interesse di tutti.

A mio avviso  per porre fine a queste spiacevoli situazioni (ma non solo per questi casi, ma in tutte le situazioni dove ci sono  prevaricazioni o prepotenze di qualcuno nei confronti di qualcun altro) bisogna:
1) fare cultura, istruendo fin da piccoli i futuri cittadini. Questo compito spetta in primis alle famiglie e poi alla scuola.
2) fare prevenzione e dove serve repressione, con controlli e sanzioni  sempre più pesanti per i recidivi. Questo compito spetta all'Amministrazione comunale.

Invito caldamente  l'Amministrazione comunale a  formare ed incentivare la creazione di queste guardie volontarie e gratuite, per un presidio più attento del territorio, e sono sicuro che le adesioni non mancheranno, per consentire a tutti di godere a pieno delle bellezze dei Parchi senza dover subire la prepotenza, anche in buona fede, di qualcuno.

(Lettera firmata)