Spett. redazione,
la mattina del 20 giugno lo Sportello Antisfratto di Imola, insieme alla Rete di Lotta per la Casa dell’Emilia Romagna, ha ottenuto il rinvio dell’ennesimo sfratto per morosità incolpevole di una famiglia con minore di pochi mesi. La soluzione individuata insieme ai servizi sociali, che ha permesso la proroga dello sfratto, è risultata essere quella che già da un mese, peraltro, proponevamo alle istituzioni senza ricevere risposte adeguate.

Tutto bene quindi? Assolutamente no! Non solo perché la soluzione trovata è comunque provvisoria e non fa altro che rimandare il problema, ma soprattutto perché di casi del genere ce ne sono sempre di più e le istituzioni non capiscono o non vogliono capire la gravità della situazione.

Gli sfratti sono in aumento, i soldi pubblici stanziati per risolvere la situazione non sono sufficienti e non vengono investiti per garantire un tetto a chiunque ne abbia necessità. La crisi economica ha colpito fortemente anche la nostra città: aziende, anche grosse e da anni presenti sul territorio (ad esempio la Cooperativa Ceramica, la 3elle, l’ex Cognetex, Mercatone Uno, la Cesi, la Recintex, ecc..), stanno chiudendo, riducendo il personale, usando una cassa integrazione ormai agli sgoccioli, il tutto condito da stipendi non pagati da mesi. La mancanza di lavoro, e dunque di reddito, si ripercuote immediatamente sulla possibilità di garantirsi una casa. Infatti, la maggior parte degli sfratti avviene per morosità incolpevole, ovvero per l’impossibilità di pagare un affitto (che è generalmente troppo alto rispetto allo stipendio).

 Il vicesindaco Visani, responsabile dell’assessorato alle Politiche sociali, si è negato venerdì per la terza volta consecutiva in tre giorni alla nostra richiesta di incontro, evitando di discutere non solo delle situazioni emergenziali che richiedono risposte concrete e immediate, ma anche di affrontare in maniera strutturale quella che ormai è una situazione esplosiva per colpa dell’inattività delle istituzioni.

Lunedì prossimo un’altra famiglia, già privata della casa, rischia di finire sulla strada se non si riuscirà a trovare una sistemazione idonea; soluzioni temporanee e a stento sostenibili sono causa di inutile sperpero di denaro pubblico, quando si potrebbero investire con più lungimiranza quelle stesse risorse per far sì che a chiunque venga garantito il diritto alla stabilità abitativa e alla dignità.

 Le conseguenze di queste politiche non riguardano solo le famiglie in emergenza abitativa, ma coinvolgono l’intera comunità: investire le risorse pubbliche per il benessere collettivo è responsabilità delle istituzioni, in particolar modo di chi ha la delega al welfare.

Ma all’Amministrazione comunale chiediamo anche di implementare politiche abitative che consentano alle fasce sociali più deboli di vedersi riconosciuto il diritto alla casa. Abbiamo già sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione Comunale, attraverso un progetto di autorecupero, la possibilità di rendere abitabili le case vuote e inutilizzate con dei lavori non strutturali che gli inquilini si incaricherebbero di compiere direttamente, ed evidenziamo la necessità di un immediato blocco degli sfratti e di riutilizzo degli immobili sfitti e abbandonati.

(Sportello Antisfratto Imola)