Villanova (Ra). Era calda l'estate del 1944 quando le truppe canadesi alleate trovarono nei pressi di Frosinone un bimbo. Denutrito e solo. I militari che lo notarono non furono capaci di ignorare il suo destino nonostante la precarietà che inseguiva anche il loro. Così lo accolsero sincerandosi che non avesse parenti per portarlo con sé fino a quando le necessità del conflitto li destinarono ad altri teatri, oltre le Alpi, determinando una nuova svolta anche nella vita del piccolo, lasciato a Ravenna nelle mani di quella che sarebbe divenuta la sua famiglia adottiva. Quella di Gino è una delle tante storie che costellano le guerre. Da tempo i Wartime Friends, gruppo di ricerca nato in seno all'Università degli Adulti di Lugo con sede a Bagnacavallo, operano per approfondire i legami fra le truppe alleate e le popolazioni locali durante l'arco della seconda guerra mondiali. L'interesse nato a seguito della presenza a Villanova del cimitero che accoglie le salme dei militari canadesi che hanno perso la vita in quel periodo, si è sviluppato andando oltre. La storia del piccolo Gino, intercettata sfogliando le pagine del libro “The D-Day Dodgers: the Canadians in Italy 1943-1945” in cui Daniel D. Dancocks descrive il passaggio delle truppe canadesi dall'Italia ha generato la pubblicazione di un libro “Il bambino in divisa. Fra gli orrori della Seconda Guerra Mondiale la storia straordinaria del piccolo orfano adottato dai soldati canadesi” che ripercorre le tappe della vita del piccolo dal ritrovamento all'adozione andando oltre. Pubblicato dalla Homeless Book di Faenza, il racconto basato sulle testimonianze documentali e fotografiche rintracciate direttamente grazie all'aiuto dei militari ancora in vita o delle famiglie, si chiude con la scoperta delle origini di Gino, smarrite in quell'estate del 1944 e mai più rintracciate nonostante gli sforzi fatti dalla famiglia adottiva composta da Antonio e Rita Farneti, ripagati da una processione di falsi parenti che, letti gli annunci apparsi sui giornali dell'epoca, si rivelarono più desiderosi di mettere le mani su una ipotetica ricompensa piuttosto che restituire una identità al bambino. La storia narrata con rigore giornalistico ma con un sguardo al romanzo non lesina emozioni. Una bella testimonianza dedicata “a tutti i soldati canadesi che hanno combattuto per il popolo italiano e a tutti i bambini resi orfani dalla guerra, la cui memoria è andata perduta. Questa storia – dicono i Wartime Friends – vuole essere, idealmente, la storia di tutti loro”. Il libro sarà presentato il 27 giugno prossimo, alle 20,30, nel Giardino Incantato di Elio Minguzzi in via Aguta 34, Villanova di Bagnacavallo (Ra).

(Monia Savioli)