Muro contro muro. Da una parte Comune di Imola, Arpa, Con.Ami e Formula Imola, dall’altra cittadini, comitati e qualche consigliere del Movimento 5 stelle. Sul tavolo il nuovo protocollo operativo per la gestione del rumore ambientale dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, pensato per “avere un maggiore controllo sul rumore e chiedere al gestore un’autoregolamentazione”, parole dell’assessore all’Ambiente Davide Tronconi.

Difficile il dialogo. Interventi concitati, interruzioni, un’unica richiesta su tutto: “Altrochè fonometri, bastano le orecchie, vogliamo meno rumore!”. Segno di una situazione esasperata. Esasperata da anni di gestione poco attenta alle esigenze dei cittadini, con un aumento delle giornate di rumore che nel 2013 sono andate oltre le 90, ben lontane dalle poco più di 30 di quando la pista ospitava la Formula uno. Con gran parte delle giornate ormai dedicate alle prove di privati che “hanno i soldi per affittare la pista e che nei loro Paesi non possono farlo”.
Una situazione che ha portato ad un inasprimento dei rapporti tra residenti e Comune di Imola, “Vogliamo il sindaco a quel tavolo” hanno chiesto più cittadini, ma che contemporaneamente hanno visto crescere anche tra chi non abita nelle zone limitrofe alla pista la consapevolezza di una situazione fuori controllo, posizione espressa in più di un intervento.

Ciò che preoccupa è che tra coloro che hanno la loro abitazione ai margini della pista sembra emergere davvero un problema di salute. Più d’uno ha lamentato situazioni di insonnia, di disagio psichico, di difficoltà di vario genere.

Un dato che dovrebbe preoccupare alquanto l’Ausl, firmataria del protocollo, ma assente al tavolo, e anche il sindaco, Daniele Manca, quale primo responsabile della salute dei cittadini.

Così come disagio è stato espresso da Maurizio Bacchilega, rappresentante del Comitato “Vivere Montebello”: “I nostri figli che frequentano la scuola Pelloni Tabanelli sono soggetti ad un inquinamento rumoroso inaccettabile, solo nel 2013 sono state 36 le giornate di sforamento del rumore”. E non è mancata un’accusa agli organi di controllo, Ausl e Arpa, che quando intervengono lo fanno con “prese si posizione a dir poco discutibili. Sembra che il problema  sia la scuola e non l’autodromo”.

E’ chiaro che in questo quadro era molto difficile dialogare in maniera tranquilla. I rappresentanti dell'Arpa hanno provato a spiegare, tra molte interruzioni, le motivazioni tecniche di quel protocollo, che vive comunque su due vizi di fondo. Il primo: al tavolo tecnico che ha dato vita al protocollo hanno partecipato gli stessi firmatari, Comune di Imola, Arpa, Ausl, Con.Ami e Formula Imola. C’è il gestore (presenza contestata), ma non una rappresentanza dei cittadini e/o dei comitati. Secondo: la collocazione dei fonometri che dovrebbero controllare le medie del rumore non sono stati preceduti da una misurazione accurata che stabilisse i punti più sensibili per le misurazioni. Inoltre non è emerso con chiarezza chi abbia deciso la collocazione stessa: l’Arpa? Il Comune? O come ha ventilato l’assessore Mirco Cantelli, Ausilio, una società di consulenza esterna? Fatto sta che il nuovo posizionamento, pur con un aumento dei fonometri, non è piaciuto ai più, che hanno chiesto di rivedere almeno due postazioni.

Dopo oltre tre ore di interventi ha provato l’assessore Tronconi, a tirare le fila. Nessuna concessione sulla diminuzione delle giornate di rumore, ma apertura sulla partecipazione al tavolo di una rappresentanza dei cittadini. “Convochiamo il tavolo con i cittadini, ragioniamo sul posizionamento dei fonometri, intanto però mettiamoli come indicato dal protocollo e a fine anno tiriamo le somme, con la possibilità di una modifica delle posizioni nel 2015”. Nello stesso tempo l’Arpa ha dato la sua disponibilità a controllare i dati del rumore nelle posizioni indicate dai cittadini con la sua strumentazione mobile.

“Sono anni e anni che ci sentiamo fare delle promesse e viviamo di continui rinvii, intanto il rumore è sempre di più e la nostra qualità della vita sta peggiorando giorno dopo giorno”: forse in questa frase è racchiuso il pensiero di gran parte dei presenti, che, più dei fonometri, vorrebbero una riduzione reale delle giornate rumorose.

(Valerio Zanotti)