Massa Lombarda (Ra). Forse qualche lettore ricorda un bel film di Kevin Costner (che aveva appunto questo titolo) centrato sulla voglia di riscoprire valori e relazioni non inquinata da un clima da capitalismo selvaggio.

Il nostro interlocutore, Massimo Moretti, ha molto in comune con la trama del film. Anche lui vuole far vivere un sogno ed è alla ricerca di una macchina (una stampante 3D) che permetta ad ogni essere umano di costruirsi la propria casa ecosostenibile a costi molto prossimi alla zero.

Intanto bisogna chiarire che Massimo Moretti è il leader del Centro Sviluppo Progetti, con sede a Massa Lombarda, e che ha dato vita, da qualche tempo, ad una nuova struttura significativamente chiamata Wasproject (vespa, ma una vespa particolare, quella che costruisce la propria casa con l’argilla).

Abbiamo conosciuto il nostro interlocutore quando si occupava della costruzione di un caschetto tricologico (per rallentare fortemente la caduta dei capelli), poi le occasioni di incontro si sono diradate, ma lo abbiamo seguito grazie agli articoli che la stampa nazionale gli ha dedicato e ai premi vinti qui come all’estero.


E veniamo all’oggi, alle stampanti 3D e al sogno.

“Proprio ora abbiamo lanciato un contest internazionale di architettura per la “nostra casa” e anche i materiali di costruzioni non si limiteranno alla sola argilla. Da tempo ormai mi occupo di queste stampanti e due anni fa abbiamo cominciato a produrle. Siamo stati fra i primi a farle, grazie anche alla nostra ampia esperienza, e ci siamo ritrovati ad essere “di moda”.

Ci stanno invitando da tutte le parti sia per le nostre stampanti che per il nostro progetto di stampare case; due anni fa era una per tanti una curiosa utopia, ora, dopo 24 mesi, ci accorgiamo che stanno cercando di farlo anche in America.”


Che materiale viene usato?

“Quasi tutti puntano al cemento, perché è il materiale più facile. E voglio aggiungere che Obama è andato a visitare un’azienda in Olanda che sta cercando di stampare case in 3D. Oggi sta diventando concreto quella che pareva  un cosa impossibile. Noi siamo più dei pazzi sognatori, ma siamo dei precursori ed è un po’ peccato non aver trovato intorno a noi più spinta e maggiore fiducia.

In questo caso avremmo potuto essere l’azienda visitata da Obama e saremmo sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

Ma non mi voglio lamentare, non è una mia abitudine. Si vede che l’Italia è destinata ad essere un po’ in ritardo.”


A chi pensi quando parli di “se avessimo trovato un po’ di fiducia…

“Penso agli istituti di credito, ma non solo a loro. Noi non abbiamo mai chiesto soldi , avremmo gradito delle collaborazioni e magari ci sarebbe piaciuto incontrare persone che quando presenti un progetto provano a capirlo e non si limitano a guardarti sorridendo con un po’ di condiscendenza.

In altre parti del mondo, se hai un’idea innovativa trovi università, centri di ricerca e anche finanziatori che scommettono sul progetto; a noi capita spesso di stare zitti su alcuni progetti per non essere presi per matti.”

Non credi che l’aria stia però cambiando?

“Forse. Adesso siamo alla pari con gli americani, ma due anni fa eravamo i primi. Comunque, come dicevo, non perdiamo tempo a lamentarci. Anche io comunque registro che il clima è diverso, e il fatto stesso di essere stati ricevuti in Parlamento indica che le istituzioni cominciano a guardarci con occhi diversi.”

E poi l’incontro con la Regione Lombardia e i premi…..

“Appunto. Siamo un’azienda che cresce continuamente e siamo un esperimento interessante perché reinvestiamo tutto il nostro utile perché ritengo che la ricchezza non è simboleggiata dai soldi ma dalla conoscenza. Per noi sviluppare in nuovi progetti è la nostra idea di business (anche se il termine non mi piace per nulla).

Nessuno può toglierti la conoscenza, mentre i signori del denaro possono anche manipolare la tua azienda. Sapere è il vero valore, e quando vuoi, puoi anche trasformarlo in occasioni di guadagno.

Aggiungo una cosa importante. Noi lavoriamo in open source, vale a dire che chiunque può utilizzare i nostri progetti e li può anche copiare. Ma non può commercializzali.

Stiamo investendo continuamente, e per una piccola azienda come la nostra reinvestire in progetti e conoscenza è davvero vitale.

Senza mai dimenticare che noi vogliamo mettere in funzione un processo a bassissimo impatto ambientale e con un costo che tende allo zero.”

E intanto buona navigazione nel sito www.wasproject.it

 

(m.z.)