Bagnacavallo (Ra).Dopo aver fatto i sindaci, dobbiamo fare l'Unione. Potrebbe essere questo lo slogan della Bassa Romagna, che oggi deve affrontare questioni di grande rilevanza (prendiamo ad esempio l'inserimento nell'Asl unica) per tutti i cittadini di questo territorio.

Questa volta cominciamo con una prima riflessione sulle scelte urbanistiche, anzi sulle regole che oggi governano questo settore. E lo facciamo con una intervista a Matteo Giacomoni, vicesindaco di Bagnacavallo e responsabile di ambiente e gestione del territorio.

Il nostro interlocutore è reduce da un confronto sugli interventi edilizi nei centri storici (e ricordiamo, per completezza dell'informazione, che le ristrutturazioni sono generalmente più costose delle nuove abitazioni) e proprio da qui parte la nostra chiacchierata.

“Direi che a livello di Unione i regolamenti edilizi omogenei (e il merito va anche alle giunte che ci hanno preceduto) sono ormai un dato acquisito. I Piani comunali e gli indirizzi di massima delle nuove giunte puntano tutti sul recupero del patrimonio edilizio dei centri storici.

Il governo ci ha dato un aiuto consistente, perché le detrazioni (del 50% in caso di ristrutturazione e del 65% per la ristrutturazione energetica) compensa il carico economico più pesante dell'intervento in centro storico.

Questo tipo di indirizzo lo ritroviamo nel Rue (regolamento urbanistico edilizio) che premia il recupero edilizio, e anche qui abbiamo un regolamento che vale per tutti i comuni dell'Unione, che premia il riuso e chi opera interventi energetici importanti.

Questo è un primo passo, da qui bisogna partire per fare meglio. A mio avviso, comunque, i regolamenti vanno rivisti.”

Quindi sarebbe opportuno accogliere le grandi richieste dei professionisti che hanno espresso, magari a denti stretti, più di una perplessità verso un regolamento considerato esasperante.

“In parte è vero che l'attuale regolamento è un po' macchinoso (ma dovevamo rifarci a indicazioni nazionale e soprattutto regionali); alla fine dell'anno, comunque, dovrebbe arrivare a regime (io almeno me lo auguro) la nuova legge regionale di settore che si è data come obbiettivo quello di semplificare le procedure esistenti.

La sfida grossa del Rue è semplice da definire: noi dobbiamo semplificare molto le procedure per gli interventi che vogliamo premiare (e cioè il riuso del patrimonio).

Il Rue è a volte complicato perchè l'impalcatura generale è pesante. Semplificazione a mio avviso vuol dire creare le condizioni per avere una perfetta conoscenza delle imprese che operano in maniera continuativa nel territorio. Questi elementi ci danno garanzie e sta alla politica fare gli appalti fatti bene. Faccio un esempio: negli ultimi 5 anni non c'è stata a Bagnacavallo una sola gara per le opere pubbliche che sia stata vinta grazie al massimo ribasso. Puntare sul solo “risparmio” è una scelta che non ci dà assicurazioni sulla qualità e durata del lavoro.”

Quindi, semplificazione per gli interventi che le amministrazioni vogliono premiare…

“Riqualificazione dei centri storici, riqualificazione energetica degli edifici, rigenerazione urbana delle periferie. Qui dobbiamo intervenire con le semplificazioni e sburocratizzare. Quando invece si arriva alle nuove costruzioni, è giusto riflettere non una ma tre volte.

Dobbiamo, quindi, costruire una burocrazia amica, cioè chiara per i cittadini e le amministrazioni. Un esempio per tutti: è meglio un “no” chiaro e motivano all'inizio del percorso, che lo stesso “no” alla fine dell'iter burocratico.

Cercheremo di eliminare i margini delle zone grigie, le più pericolose.”

Una vita semplice per imprese e cittadini non vuol forse dire utilizzare, in maniera rigorosa, lo strumento dell'autocertificazione?

“Posso dire che in certi settori dell'Unione questo principio funziona già molto bene. Ad esempio per le imprese. Lo sportello unico acquisisce già quasi tutto per autocertificazione, è ha la capacità di fare controlli in tempi rapidi.

Aggiungo che, se non c'è la fase edilizia, anche da noi si apre un'impresa in tre ore.

Ci sono esempi concreti di quel che affermo, e anche di imprese che abbiamo fatto chiudere perché avevano presentato carte difformi da quelle autocertificate.

In ogni caso, il recupero del patrimonio dei centri storici, il riuso degli edifici le riqualificazioni sono anche occasioni di rilancio dell'economia locale: la somma di tanti interventi contribuirà a rimettere in sesto le città e le imprese.”

 

(m.z.)