Imola. Lo sciopero del 9 luglio è riuscito con oltre un centinaio di lavoratori a presidiare i cancelli della coop edilizia in grave crisi economica tanto che esiste un'istanza di fallimento. Nel pomeriggio, i vertici dell'azienda hanno ricevuto i rappresentanti dei sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Seneal-Uil che hanno chiesto di mantenere gli ammortizzatori sociali in essere, ovvero i contratti di solidarietà al 60% per gli impiegati e la cassa integrazione per i lavoratori nei cantieri per il maggior tempo possibile in attesa di cercare una via d'uscita quantomai incerta.

Sonia Bracone, segretaria della Fillea-Cgil ribadisce le richieste dei sindacati (anche se le speranze sono flebili, ndr): “Vogliamo mantenere tutti i dipendenti, circa 400, senza creare altri disoccupati nel territorio imolese, vedremo quale sarà il modo migliore possibile. Intanto abbiamo chiesto una fotografia completa dei cantieri aperti e di quelli chiusi che sono la grande maggioranza. Inoltre, riteniamo indispensabile portare la discussione in Regione nonostante le dimissioni del presidente Vasco Errani per aprire un tavolo al quale partecipino pure i dirigenti di Legacoop dell'Emilia-Romagna”. Il 10 luglio si continua con lo sciopero e il presidio davanti ai cancelli a partire dalle 7 e con un'altro incontro fra azienda e sindacati nel pomeriggio. La lotta continua.

(m.m.)