Imola. La Cesi è stata messa in liquidazione amministrativa  coatta, insomma è sulla soglia del fallimento. Da tempo, si sapeva che la coop edilizia con sede in via Sabbatani si trovava in gravi difficoltà, ma solo il 10 luglio si è scoperta la reale situazione dopo una visura camerale. La tensione fra i lavoratori davanti agli uffici, dove si trova il presidente Marco Lama, è molto forte anche perché finora i vertici della coop non erano stati abbastanza chiari negli incontri fatti con i sindacati che hanno convocato una conferenza stampa e un altro presidio per l'11 luglio.

I nuovi vertici, nominati pochi mesi fa, non sono responsabili di una situazione da tempo in crisi dovuta a un mercato dell'edilizia fermo, ma ora la pressione è tutta su di loro anche perché il direttore generale Vanes Galanti e il presidente Rino Baroncini hanno lasciato l'impresa in alto mare alcuni mesi fa, prima del disastro annunciato, quando qualcuno ancora parlava della realizzazione de “La Fucina”, un mega-centro commerciale con multisale per il cinema che doveva nascere alle porte dell'autostrada.
Un progetto che ha fatto spendere molti soldi alla coop senza ottenere alcun risultato. Ora sarà assai complesso trovare il bandolo della matassa anche perché la Regione può fare solamente atti di ordinaria amministrazione dopo le dimissioni del presidente Vasco Errani condannato per falso ideologico a un anno dalla Corte d'appello. Legacoop regionale sta cercando di salvare il salvabile forse con l'ingresso della Coop Costruzioni e del Consorzio cooperativo costruzioni ma sarà quasi impossibile salvare i 400 posti di lavoro. Forse la metà, forse meno. E' strano che, in una giornata cruciale, non si siano levate le parole delle forze politiche della città.

(m.m.)