Imola. Per la Cesi serve un tavolo di crisi: parola di Daniele Manca. Il sindaco di Imola, dopo le prime ore di sconcerto di fronte alla notizia della messa in liquidazione coatta della cooperativa, afferma: “La situazione della Cesi richiede la mobilitazione di tutti. Lunedì incontrerò per primi i sindacati. Dobbiamo avviare in fretta il percorso mirato alla convocazione di un tavolo di crisi. Il paradigma è: responsabilità, idee e metodi per lo sviluppo. Se no non se ne esce”.

Il primo cittadino vuole anche lanciare un messaggio alla città: “Vorrei che non si confondesse la crisi di un’azienda, che si inserisce in una situazione di difficoltà di un settore e di un prodotto, con una presunta crisi del sistema e del modello cooperativo, che non esiste. Ritengo, anzi, che sia fondamentale procedere velocemente ad analizzare come si è giunti a questa situazione, a partire dal perché i vertici aziendali non abbiano capito per tempo l’evolversi della crisi e non abbiano messo in campo i correttivi che avrebbero potuto permettere di salvaguardare i posti di lavoro. Soltanto un’analisi franca e corretta può portare, infatti, alla definizione di un nuovo progetto industriale che dia futuro all’azienda”.

Errori ci sono stati, su tanti fronti, ma il sindaco non può dimenticare che fino a pochi mesi fa era la politica in prima fila a tirare la volata per quella che doveva essere il nuovo polo di sviluppo imolese: la Fucina, che, di certo, ha contribuito alla situazione attuale della cooperativa edile. Quindi la politica e l’Amministrazione comunale non possono cavarsela scaricando unicamente sui vertici aziendali le colpe di questa situazione, quando è chiaro a tutti il rapporto che esiste in questa città tra chi governa e chi costruisce. Anche in  queste ore, nonostante i tanti segnali, si continua imperterriti a fare varanti per rendere edificabili diverse aree verdi della città, fingendo di dimenticare un  Psc che prevede oltre 3.500 nuove nuove abitazioni e un “vecchio” Prg che ha ancora oltre 1000 abitazioni da costruire.
Ben venga un ripensamento, parlando di “rigenerazione urbana”, ma perché allora non cominciare annullando una serie di delibere che prevedono cemento dove ora ci sono spazi verdi? ».

Il sindaco chiede uno sforzo che va oltre al locale: “Serve un piano nazionale, con il Governo in prima linea per sbloccare le opere pubbliche, gli interventi penalizzati dal patto di stabilità e restituire prospettive di sviluppo ai settori produttivi legati all’edilizia”.

 Ed è giusta la preoccupazione per i lavoratori, Manca invita a “combinare le risorse e le opportunità dell’intero sistema, in primis il movimento cooperativo imolese che ha già espresso la propria disponibilità in tal senso”

Il primo passo, dunque, sarà l’incontro di lunedì con i sindacati, per “definire le modalità del tavolo di crisi e ogni azione utile a definire un progetto industriale per salvaguardare l’occupazione”.

(Valerio Zanotti)