Finale Emilia
. Il documentario “H2A. L’acquedotto in amianto”, di Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, sarà proiettato giovedi 17 luglio, ore 21, in via Montegrappa a Finale Emilia. Il documentario verrà presentato dal dottor Pierluigi Monari e, al termine della proiezione, si parlerà della pericolosità dell’amianto ingerito.
La serata, in collaborazione con l’ associazionismo di Carpi, comune colpito come Finale Emilia dal terremoto di un paio di anni fa, che ha messo a rischio la potabilità dell’ acqua pubblica, metterà in evidenza e renderà pubblica la scelta delle autorità di Carpi di immettere nelle tubature pubbliche, per evitare la dispersione della fibra di amianto, un formulato anticorrosivo, del quale non si conoscono le conseguenza, denominato Alifos Klcz.
Nel comune di Carpi le fibre di amianto hanno già raggiunto le 170.000 fibre per litro. Da qui la battaglia, insieme alla cittadinanza di Finale Emilia, di pretendere la sostituzione delle tubature in amianto, come rivendicato nel documentario di Bugani e Marzeddu, ‘ H2A’.

“Quasi tutti gli acquedotti pubblici in Italia sono in cemento-amianto – raccontano gli autori -. Bologna possiede circa 1.600 chilometri di queste tubature dello stesso materiale. Nessuno lo sa. Nessuno lo deve sapere. Nessuno lo dovrebbe sapere. Invece, la notizia esce. H2A. L'acquedotto in amianto, un documentario di poco più di 30 minuti vuole raccontare cosa sanno i cittadini di Bologna, e cosa non sanno. Cosa dicono o cosa non dicono gli amministratori pubblici. I silenzi delle Istituzioni. E in questo piccolo, grande, arco temporale di immagini video, spuntano le dichiarazioni di oncologi e scienziati di fama mondiale. La fibra di amianto, ingerita, è cancerogena? O, solo se respirata, provoca il tumore? Sono informati i cittadini su cosa bevono? La fibra di amianto può trovarsi nelle tubature? Chi risponde di questa realtà incontestabile e agghiacciante?”

Realizzato da Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con le musiche di Pasquale Pettrone, il documentario “H2A, l’acquedotto in amianto”, è stato realizzato grazie al contributo di associazione Orfeonica di Bologna e all'azione di crowdfunding di www.pubblicobene.it

Informazioni: www.indygroundfilm.com