Imola. Ma siamo propio obbligati a tenere il teleriscaldamento? In tanti sono portati a credere nell'indissolubilità del rapporto utente/Hera: si acquista un appartamento e viene fornito il Tlr come forma di riscaldamento (ambientale e acqua sanitaria) e il matrimonio è servito. Nulla di più inesatto secondo l'ing. Massimo Bolognesi che nella mattinata di venerdì 18 luglio ha illustrato non solo la possibilità di scindere tale contratto, ma anche i risultati di un “divorzio” consumato.

Per mettere ben in chiaro la situazione fin dall'inizio, Bolognesi ha precisato che non esiste nessuna legge o regolamento, nè regionale nè nazionale, che non renda possibile lo scioglimento del contratto con Hera per quanto riguarda il teleriscaldamento, come del resto accade per tutti gli altri servizi come acqua o elettricità: se non viene riscontrata convenienza o non si è soddisfatti del servizio si provvede a disdire il contratto e si opta per un nuovo fornitore/fornitura. Le motivazioni per non essere soddisfatti del contratto, secondo Bolognesi e i dati da lui forniti, ci sono tutte: a fronte di un prezzo industriale di 5,99 €/kWh, di una stima di prezzo corretto valutato in 9,56 (non imposto per l'esistenza specifica di un regime di libera concorrenza), la bolletta Hera fornisce tale energia a € 14,69. La differenza appare un po' troppo elevata e Bolognesi si è impegnato nell'impresa, la prima nel nostro territorio.

Un condominio costruito negli anni settanta, nel quartiere Arcella ( al momento della costruzione il sistema di riscaldamento era basato sul gasolio poi solo successivamente adottato il Tlr), gli ha affidato l'incarico di modificare il tutto per raggiungere un risparmio significativo. Bolognesi ha tradotto gli studi in realtà, disdicendo gli allacciamenti, bonificando la vecchia botte destinata al gasolio (non era mai stato fatto), ripulendo e sistemando i locali destinati alla caldaia, impiantandone una nuovissima a gas metano del tipo a condensazione, nuove valvole sugli elementi in ogni appartamento, provvedendo ad alimentare in un primo tempo l'impianto con il Gpl (il contratto di allacciamento al gas di città tardava ad arrivare), poi finalmente tutto pronto. A conti fatti (non sulla carta, ma dopo un periodo di riscaldamento invernale dal 15 ottobre a tutto marzo) il risparmio nella spesa è risultato pari al 36% e se fosse stato disponibile da subito il gas metano (sostituito inizialmente dal Gpl molto più costoso) si sarebbe raggiunto un buon 40%.

Non poco, ma occorre anche tenere presente che l'inverno 2013/14 è stato particolarmente mite: se si fosse trattato di un invero “vero” il risparmio sarebbe risultato ancora più vistoso. I costi di realizzazione? Bolognesi precisa che l'intervento è stato effettuato su di uno stabile costruito 44 anni fa, con tutte le problematiche aggiuntive del caso, la necessità di effettuare scavi e posa di tubi lunghi 25 metri, installare nuovi contatori ecc. ecc. fino a raggiungere un costo di 41.867,35 € Iva compresa. Se ad un primo impatto la spesa appare considerevole (e lo è!), il piano di ammortamento che ci viene illustrato in seguito, fa comprendere come l'opportunità e la convenienza dell'impresa sia evidente: dopo 20 anni trascorsi dal momento della variazione del sistema di riscaldamento e prevedendo la sostituzione della nuova caldaia dopo un periodo di 10 anni (tutto si usura e si rompe) il risparmio effettuato sarà pari a 66.662 € considerando anche l'ammortamento della spesa iniziale, quindi in totale si sono sfiorati i 100.000 €, circa 5000.00 € anno.

Con il sorriso della sicurezza sul volto, Bolognesi ci rammenta che occorre sempre tener presente la previsione effettuata su dati di un inverno mite: in presenza di stagioni “normali” il risparmio potrebbe risultare di molto superiore.
La presentazione della sostituzione effettuata (ricorda ancora una volta l'ing. Bolognesi che non si tratta di previsioni ma di dati a modifica avvenuta) presenta aspetti molto positivi circa il cash flow (flussi di cassa) e il payback time (il tempo in cui il denaro speso ritorna nelle vostre tasche): la terminologia inglese ci invade sempre di più, ma il senso del tutto deve essere molto chiaro. Divorziare dal Tlr non solo è possibile, ma conveniente. Il tempo di realizzazione del tutto? Poco più di un mese, precisando che ogni situazione può presentare problematiche e situazioni leggermente diverse. Ora comunque sappiamo che il divorzio è possibile, rapido e gli “alimenti” ci vengono pagati in quantità cospicua. La diffusione di questa possibilità, fattibilità e convenienza suggerirà ad Hera un rapporto costo/ricavo un po' più ragionevole? In caso contrario la scelta sarà solo nostra.

(Mauro Magnani)