Imola. La querelle Cesi piomberà il pomeriggio del 23 luglio in consiglio comunale. La maggioranza, formata da Pd e Fornace Viva, ha predisposto un ordine del giorno e ricorda che “come maggioranza siamo più che disponibili a confrontarci con le minoranze per arrivare all'approvazione di un documento condiviso, frutto dell'apporto di tutti i gruppi, come già successo in altre occasioni. Questa volta la città si aspetta una risposta unitaria della politica a una crisi che coinvolge centinaia di lavoratori e un comparto importante per l'economia del territorio. Ciascun gruppo consigliare ha avuto e avrà occasione di portare la propria visione, ma è necessaria una risposta forte di maggioranza e minoranza in un momento difficile per tante persone. In questo momento non servono divisioni ideologiche, bensì l'apporto di tutti per trovare soluzione al problema principale: il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. Oggi più che mai è necessario che la politica sia capace di stare dalla parte di chi soffre”.

Il capogruppo del Movimento 5 stelle Claudio Frati, che ha letto il documento di Pd e Fv, sostiene “che è general generico e si limita a chiedere al governo di Roma di intervenire. Noi abbiamo già inserito nel nostro programma delle elezioni amministrative 2013 una proposta per aiutare tutte le aziende dell'edilizia in crisi pur essendo per il 'cemento zero'. A nostro avviso l'amministrazione comunale dovrebbe applicare leggi già esistenti che impongono a chi sta riqualificando immobili, di farlo anche nel settore energetico. Ci sono tanti edifici in città degli anni '60-'70 che hanno bisogno di una riqualificazione e gli si può imporre di mettersi un termo-cappotto. Inizialmente, il costo per gli inquilini sarà un po' più alto, ma intanto si darà lavoro alla Cesi e alle altre imprese edilizie e nel tempo si ridurranno i consumi energetici e la bolletta sarà più leggera per le famiglie. Se l'amministrazione guidata dal sindaco Daniele Manca fosse stata più lungimirante, forse oggi la Cesi non si troverebbe sull'orlo del baratro”.


Infine per l'on. Mara Mucci del M5S “è necessario assicurare in tempi brevi la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori, facendo in modo che siano le banche ad anticiparla. E' urgente altresì aprire un tavolo circondariale per analizzare la situazione delle imprese locali con una visione più ampia, al fine di impedire lo smantellamento del tessuto produttivo e che risorse e capitale umano locale vengano dispersi. Acclarate le enormi responsabilità di una pessima gestione da parte della dirigenza ora bisogna pensare a tutelare le aziende che vantano crediti per impedire ripercussioni gravi sull'indotto. Non dobbiamo neppure dimenticare i soci che nella cooperativa hanno investito i risparmi di una vita, nonché quegli acquirenti di immobili per cui non è prevista copertura di fideiussione”.

(m.m.)