Imola. Un primo, seppur piccolo, passo in avanti è stato fatto per la Cesi. Il 23 luglio al ministero del Lavoro a Roma i sindacati di categoria Fillea-Cgil, Filmca-Cisl e della Seneal-Uil, accompagnati dalle Rsu, hanno ottenuto la cassa integrazione straordinaria per un anno per 385 dipendenti esclusi i dirigenti alcuni dei quali, come Rino Baroncini e Vanes Galanti, avevano abbandonato la nave prima che naufragasse trovando posti di prestigio nel mondo della cooperazione. “Naturalmente si tratta di una soddisfazione, ma magra – commenta Sonia Bracone della Fillea -. Diciamo che è una boccata d'ossigeno. Ora bisogna lavorare seriamente a un progetto, insieme al tavolo regionale sull'edilizia, per cercare di dare un futuro di lavoro ai dipendenti. Infatti, per ora solamente una trentina sono stati richiamati al lavoro dal commissario Antonio Gaiani”.

“L'accordo siglato al ministero del Lavoro per la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per tutti i lavoratori Cesi è un bel punto di partenza e rappresenta il conseguimento del primo obiettivo: quello di dare garanzie di reddito ai lavoratori”. Con queste parole il sindaco Daniele Manca, commenta la decisione del ministero del Lavoro di accogliere la richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti i lavoratori della Cesi. “La tempestività nel raggiungere questo accordo dimostra l'efficienza della pubblica amministrazione e delle articolazioni dello Stato. Ritengo vada ringraziato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il governo e le organizzazioni sindacali per l'impegno e per la tempestività nel raggiungere l'accordo” aggiunge il primo cittadino.

“Adesso – conclude Manca – occorre lavorare per raggiungere il secondo obiettivo, che è quello di creare le condizioni per generare nuovo lavoro. Per questo è necessario procedere subito con i processi di ristrutturazione e riconversione aziendale per garantire il più rapidamente possibile opportunità di lavoro e per salvaguardare competenze e professionalità presenti in Cesi, che sicuramente possono contribuire alla ristrutturazione del comparto. Ci sentiamo impegnati a garantire con l'Accordo anticrisi, sottoscritto al Circondario con gli Istituti di credito, l'anticipo della cassa integrazione a tutti i lavoratori”.

In consiglio comunale, la maggioranza formata da Pd e Fornace Viva che aveva presentato un documento ha recepito tutti gli emendamenti proposti dal Movimento 5 stelle e in particolare quello che impegna la giunta “a promuovere un piano comunale di riqualificazione energetica degli edifici in base alla legge 28 del 2009 che coinvolga gli uffici omunali e le società partecipate e controllate. Di conseguenza, il nuovo documento è stato aprovato con i voti del M5S e del Pd. I grillini, in precedenza avevano votato pure l'emendamento del capogruppo di Forza Italia Simone Carapia che chiedeva “di attivarsi per individuare responsabilità politiche che hanno contribuito al fallimento di uno dei colossi della cooperazione la cui situazione, più volte denunciata in questi mesi dalle forze di opposizione, è sempre stata negata dall'amministrazione comunale”. L'emendamento però non è passato visto il voto contrario della maggioranza.

(m.m.)