Imola. I residenti delle zone attorno all’area verde di via Zara protestano contro le nuove edificazioni previste dalla delibera approvata recentemente dall’Amministrazione comunale. Il loro no lo hanno espresso direttamente all’assessore Davide Tronconi in un incontro che si è tenuto lo scorso 17 luglio.

In quella sede il titolare dell’Urbanistica non ha concesso margini per un marcia indietro, come successo invece per via Kolbe, ma ha dato disponibilità per un’assemblea pubblica che si terrà il prossimo 31 luglio, ore 20, al centro sociale la Tozzona alle ore 20.30.

Prima però i residenti si erano incontrati tra loro l’11 luglio ribadendo “che l’area verde era di proprietà degli stessi residenti prima che il Comune la ricomprasse per farne la zona sportiva, garantendo comunque il mantenimento di uno spazio verde ad uso degli abitanti della zona o comunque di pubblica utilità e uso”.
In secondo luogo hanno espressa amarezza “per la mancata convocazione di una assemblea dei residenti prima che venisse approvata la delibera, come più volte promessa dall’assessore Davide Tronconi e dallo stesso sindaco in occasione delle assemblee svolte al quartiere Cappuccini in occasione della discussione su via Kolbe e come richiesta lo scorso febbraio da circa un’ottantina di residenti della zona tramite Informacittadino senza avere mai ottenuto una risposta (ricordiamo che secondo il regolamento comunale la risposta deve comunque pervenire entro un mese dalla richiesta)”.

Nell’incontro del 17 con un piccolo gruppo di residenti l’assessore ha lasciato poche speranze, diventa così “difficile comprendere a cosa serva l’incontro del 31 se non c’è margine di discussione, con la delibera già approvata e il bando ai blocchi di partenza. Forse per spiegare che la scelta è motivata da difficoltà rilevanti nella gestione del pubblico bilancio”.

I residenti, comunque, non si arrendono e portano avanti le loro considerazioni: “E’ utile ricordare che una delle principali leggi economiche sconsiglia di alienare le proprietà immobiliari e i beni a capitale per fare fronte alle spese correnti. Solo una situazione disperata può portare a scelte di questo genere. E’ inutile piangere miseria di fronte a residenti arrabbiati quando su altri versanti si continua a spandere a fondo perduto per mantenere carrozzoni ormai decaduti e decadenti. Infine è utile ricordare che continuare ad edificare su nuovi terreni è un assurdo. Conosciamo tutti la crisi che colpisce le maggiori aziende edili del territorio. E la stessa Amministrazione comunale, su richiesta dell’associazione ‘Salviamo il paesaggio’, non più tardi di qualche mese fa ha inviato una scheda dove, in base al censimento del 2011, vi sarebbero oltre 2.300 appartamenti vuoti. Oltre un migliaio sarebbero quelli ancora edificabili su terreni del vecchio Prg, mentre il nuovo Psc ha individuato aree per ulteriori 3.500 nuove residenze”.

Spazio comunque a una piccola speranza: “Non crediamo che il ricavato della vendite di alcune aree verdi (via Zara, via Montericcco, via Giovanni X,) sia la soluzione ai problemi finanziari della nostra città e siamo ora più che mai certi che la salvaguardia del verde urbano e non solo, debba essere la norma da seguire. Tutto sommato confidiamo ancora sulla necessità di un ripensamento da parte della Pubblica Amministrazione, che abbandoni la vecchia e deleteria politica che individuava nell'edilizia la chiave del denaro, non solo pubblico. Basta distruggere il verde! Dedichiamoci, possibilmente non solo a parole, al recupero, al risanamento e alla ricostruzione dell'esistente”.