Non ero presente all'incontro tra l'attuale ministro del lavoro Poletti e i lavoratori della Cesi, quindi sono  costretto a basarmi su quanto riportato dai giornali: è sempre preferibile riflettere su fonti di prima mano, ma conoscendo la situazione (politica) e le persone intervenute ben pochi dubbi mi permangono.

Di certo ritengo che il colore della barba e dei capelli del ministro Poletti non stia solo ad indicare l'età della persona, ma la superata mentalità della stessa. Ha perfettamente ragione il rappresentate della Cgil quando afferma che per quanto riguarda la crisi profonda della Cesi esistono colpe fuori dal comune e sono certo che una delle cause scatenanti sia l'assidua presenza tra il personale dirigente della coop (e delle coop) di personaggi che possiedono come unica referenza quella dell'appartenenza ad una certa politica: non ad uno specifico partito politico, ma ad una tipologia di persone che assumono decisioni solo se gradite ad una certa e ben determinata linea politica. Il dirigente, il consigliere di amministrazione e il direttore di reparto deve far capo a sè stesso, alla propria esperienza e capacità e non può in nessun modo aver maturato la propria maturità operativa e decisionale nel cortile di questo o quel partito: la differenza sostanziale sta nell'assumere decisioni politiche o amministrative volte al presente e al futuro dell'azienda.

Non concordo per quanto riguarda il dubbio espresso circa la possibilità che il modello cooperativo possa ancor essere ritenuto fattore di sviluppo e resto incredulo che in un esponente di un sindacato come la Cgil possa albergare un simile dubbio: vogliamo ripensare per un attimo alla classe dirigente privata tipo Ilva e simili? Possiamo riflettere sulle decine di miliardi di euro depositati in Svizzera e altri paradisi fiscali da “imprenditori” privati? Quanta la colpa di tali persone nella crisi attuale che hanno sistematicamente anteposto l'interesse personale (il denaro!) a quello dell'azienda? Quanti di questi hanno venduto tutto alle prime avvisaglie di difficoltà o anche solo prevedendo un leggero calo di rendimento sul fatturato? Quanti hanno abbandonato personale fedele da anni per andare a produrre dove il salario è più basso per poi continuare a vendere sul nostro mercato perchè più redditizio con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti? Certo che se si continua ad inserire persone nel dirigenziale con la sola qualifica di “yes man” allora il movimento cooperativo è arrivato al traguardo e non si tratta di un traguardo positivo.

Desidero poi sperare che le armi del ministro per quanto riguarda la scuola e l'ambiente siano un po' più efficaci di quelle utilizzate finora: l'ambiente è da sempre disastrato e ce se ne accorge unicamente quando frane investono strade, fiumi ristretti in alvei ridicoli inghiottono interi ponti o paesi scendono a valle; per quanto riguarda la scuola se l'intervento è quantificato nei 2.000.000 di € assegnati all'intera Emilia-Romagna per mettere in sicurezza le scuole c'è da star freschi.
Per quanto riguarda poi gli investimenti auspicati dal ministro relativamente ai fondi pensione c'è da restare allibiti: già ridurre l'investimento degli stessi nei soli titoli di stato sa tanto di mercato ristretto per non parlare poi della sicurezza e della redditività (compresa quella di capitale) di tale forma di investimento, ma ritenere un investimento immobiliare, sia pur esso destinato a rendita di locazione, in un momento (non breve e non terminato) in cui l'investimento immobiliare sta rivelando tutta la sua fatuità e la sua illusoria redditività rappresenta un grave stato di continuità di scelte risultate, non per calcolo, ma nella realtà, assolutamente fallimentari.

Nella bellissima centrale antica farmacia della nostra città, c'è una scritta in latino che deve far riflettere e possibilmente essere attuata: prima che sopraggiunga il dolore avvicinati alla medicina (in italiano per me che sono un povero ignorante!). Ora sappiamo quale sia il dolore sopraggiunto e conosciamo la non buona medicina che abbiamo assunto: per non far sopraggiungere nuovo dolore (quello che sempre gli stessi pagano e sopportano) assumiamo nuove, valide ed efficaci medicine. Io credo che troppe persone, operai, impiegati, donne e uomini abbiano pagato, stanno pagando e pagheranno prezzi troppo alti in assenza di propria colpa: non è forse ora di cambiare? Cambiare davvero?

(Mauro Magnani)