Gentile direttore,
ringrazio Mauro Bartoli della lettera inviata al suo giornale per avermi dato l'occasione di intervenire sulla rassegna cinematografica itinerante del territorio e spiegare le ragioni del Comune, come credo sia corretto verso i cittadini del territorio stesso. Con piacere colgo anche l'invito ad un dibattito più allargato e generale.

La rassegna di cinema itinerante è stata in questi anni un evento che ha consentito di allargare la proposta culturale ad aree territoriali periferiche e, proprio per questa sua caratteristica, ha incontrato un interesse pubblico che consiste nel promuovere la cultura come occasione di crescita e formazione di tutti i cittadini. In questo, il pubblico e il privato hanno trovato un terreno comune, prima condizione utile per legittimare il rapporto pubblico-privato.
Come Bartoli stesso riconosce nella sua lettera, è altresì vero che in questi ultimi anni le risorse a disposizione dei Comuni sono sensibilmente diminuite, non fa eccezione il Comune di Imola. La rassegna di cinema itinerante è stata realizzata  nel tempo con un budget che ammontava ogni anno dai 10 ai 20mila €, fra risorse pubbliche e private, ma che oggi si sono ridotte dell'80 per cento. Nel 2010 i Comuni del Circondario, grazie ad un finanziamento regionale, condivisero la scelta di acquisire l'attrezzatura idonea alla proiezione di film all'aperto per un costo complessivo di 18mila €, che l'Amministrazione comunale imolese non ha fino ad oggi avuto l'esigenza di utilizzare.

Grazie a questa scelta altre rassegne si sono sviluppate nel territorio del Circondario. Verificate le risorse disponibili per l'estate 2014 e ritenuto di dover salvaguardare l'offerta cinematografica sull'intero territorio comunale ad accesso gratuito per il pubblico, si è valutato che non ci fossero le condizioni economiche per confermare le modalità con le quali la rassegna veniva realizzata.
Nel mese di marzo, in due occasioni, ho provveduto ad informare Lab Film, società incaricata negli ultimi anni dello svolgimento e organizzazione delle proiezioni, che l'assessorato non sarebbe stato in grado di assicurare le medesime condizioni per confermare la rassegna. L'unico modo per garantire, come su accennato, la salvaguardia dell'offerta culturale, era quello di fare rete con gli altri Comuni e ottimizzare le risorse disponibili, a partire dall'utilizzo delle attrezzature pubbliche. In questo modo il costo medio a singola proiezione si è ridotto a circa 450 € (contro una media di 1.200 € euro a proiezione delle edizioni passate) riuscendo così a garantire la programmazione di 7 film nel territorio imolese (Quartiere Pedagna, Zello, Sasso Morelli, Ponticelli, San Prospero, Zolino, Sesto Imolese) e complessivamente 17 in 5 Comuni del Circondario.

Ritengo che questa scelta non corrisponda affatto ad un'appropriazione del lavoro di altri, ma a criteri di trasparenza e di rigore nell'impiego di risorse pubbliche, che sono di tutti, a maggior ragione nel contesto economico che stiamo vivendo, nonché ad un dovere che ogni pubblico amministratore dovrebbe praticare per la natura dell'incarico ricoperto. Con serenità affermo che non vi è alcuna preclusione verso Lab Film di cui ho avuto modo di apprezzare l'attività e i progetti, non ultimo il documentario dedicato alla promozione del territorio emiliano romagnolo attraverso il racconto della storia del famoso chef statunitense Michael White per il quale ha usufruito nel 2013 di un finanziamento pubblico di 60mila €.

Tuttavia ritengo che sia legittimo e doveroso da parte dell'Amministrazione pubblica operare le scelte che meglio corrispondono all'interesse pubblico, pur mantenendo la piena disponibilità a confrontarsi con il privato ove questo abbia proposte, idee e progetti da avanzare.
Il confronto con il privato, in un'ottica di corretta gestione della cosa pubblica e di collaborazione non deve comunque mai, a mio parere, trascendere l'obiettivo di perseguimento dell'interesse comune. Coi tempi che corrono e in ristrettezza di risorse, la sfida è quella di inventare nuovi modi per garantire un'offerta culturale prevedendo una spesa sostenibile per qualità e quantità. Su questi temi sono pronta ad avviare un confronto con le associazioni culturali imolesi e a raccogliere contributi sulle politiche e sull'offerta culturale da realizzare in città per il futuro.

(Elisabetta Marchetti – Assessora alla Cultura del Comune di Imola)