Egregio Direttore,
scrivo questa lettera per informare i suoi lettori e le sue lettrici che l’iniziativa “Si Gira!”, che da anni organizzo, quest’estate non ci sarà. Scrivo anche perché ritengo che tali accadimenti, ed un certo modo di pensare ai mestieri culturali e creativi, si prestino ad un dibattito più allargato e generale.

Prologo
Nel 2002 nell’ambito di una manifestazione promossa a Castel del Rio organizzo la proiezione del film “Flashback” di Felice Andreassi. L’iniziativa è un successo e vedere la piazza trasformata, per una sera, in spazio cinematografico mi stimola a proporre l’anno successivo una rassegna di cinema itinerante, che promuove film di qualità in luoghi differenti e ad ingresso libero.
Do vita a “Si Gira!” e la prima edizione del 2003 vede la partecipazione di tre comuni: Castel del Rio, Fontanelice e Imola.
La programmazione e la gestione economica, organizzativa e tecnica fa capo a me.

Sviluppo
Dalla prima edizione la rassegna si sviluppa, aderiscono anche Borgo Tossignano e Casalfiumanese e per alcuni anni il programma supera le venti proiezioni: una metà in vallata, una metà nel territorio di Imola. È un successo.
Negli anni della crisi i finanziamenti si riducono, i contributi dei comuni coinvolti calano fino ad azzerarsi, rimangono gli sponsor.

Finale
Negli ultimi anni i comuni della Valle del Santerno via via non riescono più a partecipare, tranne alcune occasioni, come ad esempio Tossignano nel 2012.
Per fortuna sono rimaste Imola e le frazioni, grazie all’assessore Valter Galavotti, a cui riconosco impegno e determinazione nel cercare di continuare il progetto. Le ultime edizioni vedono la programmazione di una piccola rassegna di qualità, di sei o sette film.

Quest’anno la situazione era la stessa degli ultimi anni: poche risorse, tante richieste. Impossibile, come sempre, soddisfare tutti. Come fare?
La risposta dell’assessora alla Cultura del Comune di Imola, Elisabetta Marchetti, è stata quella di cancellare l’iniziativa “Si Gira!” dopo dodici anni di attività per realizzare una propria rassegna di cinema itinerante.
In sostanza si appropria di una storia, di un progetto, del nostro lavoro.

Egregio Direttore, molte persone nelle ultime settimane mi hanno chiesto di “Si Gira”, augurandosi che anche quest’anno potesse continuare la programmazione.
Ho voluto raccontare perché quest’estate NON SI GIRA PIÙ e che la rassegna promossa dal Comune di Imola non c’entra niente con “Si Gira”, ma è il tentativo di fare qualcosa di uguale.
Ci tenevo a fare chiarezza.

Ideare ed organizzare eventi è il mio lavoro, che svolgo da anni, che mi consente di vivere.
È un lavoro che si basa sulle idee e la capacità di concretizzarle. Se i soggetti ai quali propongo un’idea ed un progetto se ne appropriano mettendomi da parte ecco che, semplicemente, non mi consentono più di lavorare.
Si può ben dire, in questo caso, che ci è stato tolto il lavoro e trovo non sia giusto.

(Mauro Bartoli)