Imola. Estate, tempo di truffe. Particolarmente interessante quella tentata da due done nei confronti di una terza, 41enne di Imola, che aveva messo in vendita la sua Toyota Yaris su una rivista locale. Le due donne, residenti a Imola, sono state identificate nel corso di un’indagine avviata in luglio dai carabinieri in seguito alla denuncia di una 41enne che riferiva di essere caduta nel raggiro di una straniera (38enne) inizialmente interessata all’acquisto della sua auto.

Stabilito il prezzo di vendita pari a 1.900 euro con un anticipo di 400 euro, le due donne si erano date appuntamento presso un punto Aci, dove, una volta regolarizzato il passaggio di proprietà, la 38enne avrebbe dovuto saldare il debito, impegno a cui però è venuta meno. Sentita dai carabinieri, la 38enne, rumena, dichiarava di aver concluso l’affare pagando l’intera somma pattuita e di non essere ancora in possesso della Yaris perché sottoposta al “diritto di ritenzione” da parte di un carrozziere di Imola incaricato di riparare il veicolo.

Nel frattempo, la vicenda si faceva ancora più intricata con l’ingresso di una 35enne nata a Genova che, asserendo di essere la sorella di un giudice, prendeva le difese dell’amica rumena, prima spacciandosi per avvocato e intimorendo la 41enne, poi accusando i carabinieri di abuso di potere e infine minacciando il carrozziere di fargli chiudere l’officina perché sosteneva di aver assistito alla consegna dei soldi tra l’amica e la 41enne. Resasi conto di quello che aveva fatto, la 35enne concludeva la sua “arringa” scusandosi con i militari dell'Arma per le menzogne raccontante pur sapendo di trovarsi coinvolta in un probabile tentativo di truffa. Adesso, la 35enne dovrà rispondere anche dei seguenti reati:oltre alla tentata truffa in concorso con la 38enne rumena, pure per sostituzione di persona, ingiuria e minaccia.