Imola. Anche il capogruppo in consiglio comunale a piazza Matteotti Marcello Tarozzi, si aggiunge alla ventina di dirigenti del partitone di viale Zappi favorevoli alle primarie per la scelta del o dei consiglieri regionali imolesi in vista delle elezioni per viale Aldo Moro di inizio novembre. “Premesso che sarà giusto intraprendere un percorso di condivisione negli organismi dirigenti, quando saranno convocati, sono convinto che, in caso di più disponibilità in campo – spiega Tarozzi sulla sua pagina facebook – la scelta di fare le primarie per definire il candidato del Pd (o i candidati) del circondario imolese al Consiglio regionale sia la strada migliore. Le primarie le abbiamo fatte per scegliere il parlamentare, alcuni sindaci e i consiglieri comunali di Imola. Non vedo alcun problema nel farle anche per il Consiglio regionale. Non abbiamo detto che vogliamo il cambiamento? Quale timore ci può essere allora? Io sosterrò certamente la scelta delle primarie, come ho fatto in occasione di quelle per il parlamentare e per il consiglio comunale. Forza allora”.

Sulla stessa lunghezza d'onda la consigliera comunale Daniela Spadoni: “Il Pd ha bisogno delle primarie in un momento nel quale la gente rischia di allontanarsi dalla politica. Credo quindi siano lo strumento giusto per scegliere anche il consigliere regionale se ci sarà più di un aspirante. Tutti dovrebbero volerle perché chi le vincerà sarà più legittimato da iscritti e simpatizzanti, non è più il tempo delle candidature calate dall'alto”.

Pure per la collega del gruppo Pd Selena Mascia “le primarie sono un esercizio di democrazia importante per gli iscritti e i simpatizzanti del Partito Democratico, un patrimonio unico che ci contraddistingue da altri partiti politici. In attesa di una fondamentale condivisione con gli altri organismi dirigenziali ritengo comunque importante proseguire questo percorso qualora ci sia la disponibilità di più candidati. Ho sostenuto, insieme ad altri, le primarie perfino per i consiglieri comunali pertanto ad oggi non posso che confermare il mio pensiero. Ritengo che questo strumento possa attivare ulteriormente il dibattito politico e che possa diventare portatore di qualità politica; non possiamo certo neanche sottacere i difetti che sono ancora molti e insidiosi, quali il rischio di trasformare le primarie in una personalizzazione di nomi priva di contenuti e idee, ed è su queste insidie che dobbiamo lavorare ma le primarie sono e rimangono uno strumento importante”.

Solo il segretario Marco Raccagna, dalle sue ferie in Sicilia, frena secco su facebook: “C'è troppa agitazione in giro. Possiamo stare tutti sereni. Sono segretario territoriale eletto con primarie di un partito che “nasce” con le primarie. Tutti siamo favorevoli alle primarie. Chiedo però a tutti, a cominciare dal sottoscritto, di guardare oltre la punta del nostro naso. C'è da candidarsi alla guida di una regione che dopo 15 anni anni di buon governo e un finale di legislatura traumatico deve voltare pagina per restare una delle prime in Europa. E bisogno farlo come Pd. Tutto. Occupiamoci allora dei temi, dei contenuti, senza perdere tempo con bilancini ed assetti”. Del resto, è nota la sintonia politica che lega da lungo tempo Raccagna con l'attuale consigliera regionale Anna Pariani che forse gradirebbe non cimentarsi nelle primarie per essere confermata tout court dal vertice del partito. Ma, come ha scandito la Spadoni, “non è più il tempo delle candidature calate dall'alto”.

(Massimo Mongardi)