Spett. redazione,
non voglio esagerare, ma il cimitero del Piratello oramai assomiglia sempre più a un inferno dantesco più che a un cristiano e decoroso camposanto. Nei giorni scorsi, alle 14.30, accompagnato da un amico, operatore del  settore e moderno Caronte, siamo entrati dall'entrata che dà su Montecatone e il primo impatto è stato devastante. Dal cassonetto all'ingresso del portone proveniva un fetore nauseabondo che mi è rimasto in gola e nel naso. Un  tanfo di putrefazione non assimilabile, da quanto riferitomi dall'amico, ad una carogna di animale, bensì probabilmente a qualcos’altro…

Appena entrati ho potuto constatare che il cimitero del Piratello non è assolutamente sotto controllo da nessun punto di visto lo si guardi. Ci sono 8 settori contenenti 200 salme, ciascuno dei quali privo del tetto e delle grondaie, asportate su scala industriale da ignoti che si introducono nel cimitero. Piove dentro ovunque e, presto, l'acqua entrerà anche nei tombini e nelle salme. Se la situazione non sarà risolta in breve tempo, con l'acuirsi delle precipitazioni, il problema diventerà sanitario e di proporzioni mai viste. Più che le parole parlano le immagini. Ma la cosa ancora più sconcertante e inquietante è che il portone da cui sono entrati i ladri è stato chiuso con un banale lucchetto e i fili della telecamera sono ancora tagliati, incluso il quadro totalmente distrutto. Una opportunità che permetterà a ladri muniti di cesoie, con il calare del giorno, di introdursi ancora con facilità e continuare il lavori di “ripulitura”.
Di fronte a tutto questo è difficile trovare ancora aggettivi, se non constatare che l'inferno è già calato al Piratello e presto calerà in città…