Il Centro studi Sintesi ha analizzato la qualità della vita negli 8.100 comuni italiani, utilizzando sedici parametri legati alla qualità della vita, individuati dalla Commissione istituita pochi anni fa in Francia da Sarkozy, composta da massimi economisti-sociologi a livello mondiale, tra i quali Stiglitz, Fitoussi, Amartya Sen.  Va notato che questa scelta di Sarkozy, uomo di destra, è obiettivamente di sinistra, in quanto si propone di superare la misurazione del benessere con il solo Prodotto interno lordo (Pil) e anche con i tre parametri dell’Onu (reddito nazionale lordo pro-capite, istruzione, aspettativa di vita alla nascita) per ottenere un quadro realistico dello stato di benessere dei cittadini. Detto per inciso, ciò costituisce una ulteriore conferma di un dato storico: alla destra può capitare a volte di fare una cosa di sinistra. A fronte, capita spesso che chi è tenuto a fare cose di sinistra, in quanto si autodefinisce di sinistra, se ne dimentichi.

 

Proseguiamo. Sono poi stati scelti i primi 176 comuni da classificare sulla base di 48 indicatori, raggruppati in otto aree tematiche: condizioni di vita materiale; istruzione e cultura; partecipazione alla vita politica; rapporti sociali; in/sicurezza; ambiente; attività personale; salute. Ebbene, dei 176 comuni, 34 sono dell’Emilia-Romagna, circa il 20%: ottimo risultato. Altro discorso per il ravennate. In graduatoria entra solo Cotignola, al sessantaquattresimo posto, con un punteggio che è circa la metà rispetto alla media dei primi dieci.

 

A volte succede che sindaci e partiti delle maggioranze che li sostengono, quando sono insoddisfatti del posto loro assegnato in classifica, contestino i dati, mettendo in discussione il metodo adottato e anche l’obiettività  degli autori. Mentre quando la classifica, fatta con gli stessi metodi e dagli stessi autori, li soddisfa, si vantano con gran clamore del riconoscimento ottenuto. I comuni dovrebbero smettere di tenere questi atteggiamenti e affidarsi come Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ad un centro studi ritenuto neutrale e scientificamente obiettivo. Diversamente, tacciano.

 

Tornado alla classifica. Se si ritiene che più o meno essa rispecchi la realtà, le Amministrazioni comunali della nostra provincia e le forze politiche alleate nelle maggioranze che le sostengono, devono umilmente riflettere sui dati e cercare di mettere in campo quelle misure consentite dall’ambito delle competenze dei Comuni, capaci di contribuire a migliorare la situazione. Anche rivendicando però dallo Stato misure e risorse adeguate. Infine, le forze politiche tutte, possono sviluppare azioni anche a più ampio raggio rispetto ai Comuni.

(Rino Gennari)