Imola. Il Comune può regolamentare gli orari delle sale gioco. A dar ragione al Comune di Imola è il Consiglio di Stato (Sezione Quinta) che ha respinto l’appello della ditta Luxor che chiedeva di annullare la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna che il 24 aprile scorso aveva respinto l’istanza di sospensiva, richiesta sempre dalla ditta Luxor, dell’ordinanza del Comune che disciplina gli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro, installati nelle sale video lottery, sale scommesse e negli esercizi commerciali. Il Consiglio di Stato, con la stessa ordinanza, ha inoltre condannato la ditta Luxor al pagamento delle spese legali a favore del Comune di Imola, difeso dall’avv. Silva Gotti (2.500 euro oltre gli accessori di legge).

 

Ricordiamo che sia l’ordinanza del Tar sia quella del Consiglio di Stato rigettano la richiesta di sospensiva dell’ordinanza comunale, ma è ancora pendente il giudizio di merito da parte del Tar stesso (l’udienza non è ancora stata fissata).

Fra le motivazioni alla base della propria ordinanza, il Consiglio di Stato scrive, fra l’altro: “Considerato che questa Sezione con la sentenza n. 3271 del 30 giugno 2014 ha avuto già modo di osservare che la circostanza che il regime di liberalizzazione degli orari sia applicabile indistintamente agli esercizi commerciali e a quelli di somministrazione non preclude all’Amministrazione comunale la possibilità di esercitare il proprio potere di inibizione delle attività per comprovate esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre che del diritto dei terzi al rispetto della quiete pubblica, in caso di accertata lesione di interessi pubblici quali quelli in tema di sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute. Rilevato, altresì, che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 220 del 18 luglio 2014 ha mostrato di ritenere plausibile la detta interpretazione giurisprudenziale nel senso che l’art. 50, comma 7, d.lgs. n. 267 del 2000 autorizza i sindaci a disciplinare gli orari delle sale giochi (ed esercizi ove siano installate apparecchiature per il gioco) anche in funzione di contrasto dei fenomeni di c.d. ludopatia”.

 

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore al Commercio, Elisabetta Marchetti, che dichiara: “alla luce delle motivazioni, si tratta di un’ordinanza importante, che dà ragione alla scelta del Comune di dare priorità alla tutela della salute rispetto agli interessi economici connessi alle sale giochi”.