Repubblica di San Marino.Con l’approvazione in Commissione Consiliare Affari Esteri, martedì 26 agosto 2014 della “Legge in materia di editoria e di professione degli operatori dell'informazione”, la politica sammarinese ha messo a segno un colpo mortale alla libertà di stampa, informazione, critica e opinione nella Repubblica di San Marino.

Da tempo la segreteria di stato competente, guidata dal segretario Iro Belluzzi, in quota Psd (Partito dei Socialisti e dei Democratici), è al lavoro sul testo di legge approdato in commissione consiliare lunedì 25 agosto e che entrerà in Consiglio grande e generale per l'approvazione definitiva entro l'anno. 

La commissione ha licenziato un testo di legge che ribalta un punto fondamentale del diritto di informazione e prevarica il concetto di libera stampa, ingerendo pesantemente nelle valutazioni disciplinari sull'operato dei giornalisti. 

All'articolo 7  di questa normativa, spacciata per innovativa e che invece riporta il paese più indietro del 1881, anno a cui risale la prima legge sulla stampa a San Marino, è infatti previsto un comma che demanda alla nascente Autorità Garante per l’Informazione, organismo di preponderante nomina politica da parte del Consiglio Grande e Generale (con presidente scelto dal Segretario di Stato con delega all'Informazione), di applicare le sanzioni deontologiche ai giornalisti che operano sul Titano.

 

Il testo del famigerato articolo 7

 

Perché c'è ingerenza politica sull'attività dei giornalisti? Perché la nuova normativa prevede l'istituzione di una Autorità garante di cinque membri di cui tre, la maggioranza, di nomina politica. E, tra gli altri compiti, che cosa deve fare questo organismo? Ecco, viene detto alla lettera h dell'articolo 7: “esamina le segnalazioni ricevute circa presunte violazioni delle norme contenute nel Codice Deontologico degli operatori dell’informazione ed applica le sanzioni previste dal medesimo codice…” insomma, un organismo a maggioranza politica giudica la deontologia dei giornalisti e può sanzionare fino alla radiazione dall'istituendo elenco degli operatori del settore. 

 

La posizione dei giornalisti

 

L'Unione sammarinese giornalisti e fotoreporter (Usgi), l'unica associazione sammarinese cui aderiscono gli operatori del settore, ha più volte segnalato le numerose lacune che conteneva la proposta di legge e le violazioni del diritto di espressione e di informazione contenute in più di un articolo della normativa.  In incontri con la Segreteria di Stato che ha proposto la legge, oltre all'accoglimento di molte nostre proposte, i giornalisti erano anche stati rassicurati sulla volontà di intervenire anche sull'articolo in questione.

Rassicurazione che è stata invece decisamente disattesa da una legge che ora prevede una forte e dominante ingerenza politica e governativa sullo svolgimento della professione giornalistica in Repubblica.

“Di fronte a un tale atto, che si configura come una prevaricazione a diritti fondametali quali la libertà di espressione di informazione e di critica mettendo a rischio le stesse regole del vivere democratico di una nazione, come Usgi non possiamo che sentirci delusi e amareggiati, nonché offesi, data la disponibilità espressa fin da subito e ripetutamente, da parte della nostra associazione, al confronto e alla mediazione per giungere ad una legge il più possibile moderna e liberale”, ha fatto sapere subito l'associazione dei giornalisti, che ha aggiunto: “In ragione dei rischi insiti nella nuova norma che ora dovrà tornare in Consiglio per l’approvazione definitiva, come Usgi abbiamo deciso di iniziare una campagna informativa tesa a sensibilizzare la popolazione sammarinese, ma anche gli organismi esteri non solo italiani, delle criticità che la nuova e approvanda norma sammarinese introduce, anche nei confronti di chi dall'estero volesse operare, seppure solo temporaneamente, in Repubblica”, afferma l'Usgi.

 

 

Chi informa a San Marino

 

A San Marino il panorama dell'informazione è variegato. Ci sono tre quotidiani cartacei (Tribuna, l’Informazione, San marino Oggi), una televisione di stato che trasmette in regime di monopolio, diversi organi di informazione on line, oltre ai giornali locali delle zone limitrofe (Resto del Carlino, Corriere di Romagna)  che ospitano sulle loro testate una o due pagine dedicate alla Repubblica di San Marino. Il paradosso sarebbe che la legge rischia di imbavagliare le testate sammarinesi, mentre nelle italiane continuerebbero giustamente, a fare il loro lavoro senza rischiare ingerenze della politica sammarinese che invece opprimerebbe le testate del Titano.

 

(Antonio Fabbri)