Imola. Parla in modo appassionato del suo programma e non cita mai i rivali nella corsa alle primarie del Pd per la presidenza dell’Emilia-Romagna. Così è Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì e docente universitario, il più “eretico” fra i candidati che l’8 settembre ha fatto tappa in città visitando anche Sacmi e Cefla. “Dopo le dimissioni di Vasco Errani mi aspettavo che nel Pd si aprisse una discussione forte sul modello emiliano-romagnolo per capire che la Regione deve progettare e non gestire il potere, leggere la realtà e interpretarla – spiega Balzani – ma poi ho capito che tale intenzione non c’era. Ecco il motivo per cui mi sono candidato alle primarie”.

Balzani, a domanda, risponde che “Daniele Manca sarebbe stato un candidato in assoluto continuità con la gestione Errani, io sono in assoluta discontinuità. Non ci siamo sentiti in questi mesi”. Infatti alla presentazione di Balzani non ci sono i maggiorenti di viale Zappi, ma solamente due esponenti del Pd quali Pierpaolo Mega e Dino Pietro Tonelli in mezzo a un trentina di persone la maggior parte delle quali dell’associazione ‘Imola migliore’. Balzani affonda: “Per la Città metropolitana serve una guida forte votata dai cittadini e non il modello Merola-Manca. Se vincessi le elezioni regionali, cercherei i miei assessori e collaboratori fuori dai politici di professione che spesso non hanno fatto gli studi necessari per gestire cose che valgono centinaia di migliaia di euro. Io ho un curriculum discreto, vorrei vedere quello degli altri”.

L’ultima stoccata è sul rapporto fra i Comuni e le multiutilities come Hera. Per Balzani “i Comuni non riescono a svolgere i compiti di programmazione e controllo e di conseguenza a tutelare gli interessi dei loro cittadini. Per quanto riguarda  l’incenerimento dei rifiuti, con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti (Movimento 5 stelle) ho concordato un progetto alternativo a quello della giunta Errani…per un cambiamento radicale”. Se non è discontinuità questa…

(m.m.)