Imola. E' la capogruppo del Pd in Regione Anna Pariani e candidata alle primarie “imolesi” del 4 ottobre a gettare acqua sul fuoco delle indagini sulle cosiddette spese pazze in consiglio regionale. La Pariani, che non è indagata avendo assunto l'incarico di capogruppo dopo le dimissioni di Marco Monari sostiene: “Auspichiamo velocità e chiarezza nelle indagini, perché le responsabilità individuali vanno chiarite e perseguite come tali, non generalizzando. Pensiamo in ogni caso di avere agito correttamente collaborando anche con gli inquirenti”.

“Da ottobre scorso sappiamo che tutti i capigruppo sono indagati – ha sottolineato la Pariani schierata con il candidato alla presidenza della Regione Stefano Bonaccini – e ora si apprende
dell'iscrizione nel registro degli indagati di altri consiglieri. Lo si apprende a ridosso di un appuntamento fondamentale per la scelta della classe dirigente regionale (le elezioni regionali del 23 novembre dalle 7 alle 23, ndr). Le conseguenze politiche sono sotto gli occhi di tutti”.

Per la presidente del gruppo, “così come è naturale che la giustizia faccia il suo corso, allo stesso modo la politica, il sistema democratico e rappresentativo e l'attività istituzionale devono poter continuare”. Pariani, in un passaggio successivo ha detto che in generale le spese dei consiglieri sono certificate da un collegio di revisori di conti esterno all'ente, e per questo “non si può parlare in Emilia-Romagna di 'spese pazze' e siamo fiduciosi nell'esito positivo delle
indagini”.

Nel frattempo, Debora Serracchiani vicesegretaria del Pd nazionale ha chiarito che “il partito non intende imporre candidati romani”. Dunque il sottosegretario Graziano Del Rio e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti resteranno al governo e le primarie si faranno fra Bonaccini e lo sfidante, ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani dopo il ritiro di Matteo Richetti.