Arco (Tn).Sono andate davvero bene la due giornate dell’iniziativa nazionale “l’Europa riparte da te”. Più di 100 persone, in larghissima parte giovani (a dimostrazione che c’è già una generazione pienamente europea) hanno riempito la sala municipale del Casinò di Arco per ascoltare con grande attenzione gli interventi dei relatori.

E anche in questo caso il convegno ha rotto un tabù: largo spazio alle facce nuove, alle nuove ai nuovi parlamentari, che hanno portato il loro contributo sui temi proposti, dalle questioni energetiche al miglior utilizzo dei fondi strutturali europei per rilanciare la crescita e la competitività delle aziende e dei territori.

La giornata è stata aperta da Elisa Filippi che ha spiegato ragioni e obiettivi politici dell’evento: oggi, ha detto, sembra che l’idea d’Europa sia a rischio, ma nessuno può più permettersi di tornare indietro e la nostalgia della lira non può certamente diventare l’architrave di un progetto politico.

Certo – ha continuato – i rischi di involuzione, di passi indietro esistono ma è proprio compito del PD, che nelle ultime elezioni è diventato il più grande partito socialista europeo, trovare la forza e la capacità di invertire questa tendenza

“L’Europa oggi si è dimostrata incapace di cogliere e dare risposte alla sfide epocali. Dalla crescita all’innovazione, fino alla ragione prima e fondante dell’Europa stessa ovvero la pace. Serve una visione lungimirante, ed un’azione coraggiosa. Spetta a noi, anche a noi, dare un nuovo senso al progetto europeo.”

 

Per parlare di Europa abbiamo poi “rubato” alcuni minuti a Simona Bonafé, la regina delle preferenze alle ultime elezioni europee.


Renzi ha scelto di dare battaglia contro le politiche di austerità. Questa volta non è solo, ma la macchina Italia risulta ancora vecchia e inceppata. Per esempio, pensiamo alla pubblica amministrazione e all’estrema lentezza con cui le leggi diventano veramente efficaci..

“In Europa c’è grande attenzione verso l’Italia, non solo perche  guidiamo il semestre europeo e perché c’è un governo guidato da un giovane leader che ha un grande consenso popolare e che ha il coraggio di mettere in campo fondamentali riforme, che guardano alla struttura dello stato, al mercato del lavoro, alla burocrazia, alla giustizia (in particolare quella civile).

Dobbiamo ridare competitività al paese, e sono vere le questioni poste dalla domanda. L’ Europa ci guarda con interesse, ma questa unione non può essere soltanto quella della stabilità dei bilanci, oggi l’Europa deve riscoprire la sua anima e dara una nuova missione ai suoi cittadini.

La vera sfida è uscire dalle politiche del rigore; non ci aiutano affatto perchè, al contrario,  servono politiche espansive.

Renzi l’ha detto: vogliamo vedere nero su bianco i  300 miliardi che Juncker ha promesso per la crescita. E' per quella promesso che ha ottenuto la fiducia del parlamento europeo.

 

Ma l’Europa ribatte: dovere fare riforme e attuarle rapidamente.

“Anche noi sappiamo benissimo che l’Italia deve cambiare profondamente, purtroppo da venti anni ne parliamo senza combinare granchè. Il cammino intrapreso dal governo di Matteo Renzi vuole essere diverso, vuole modernizzare questo paese che ancora ragiona con schemi vecchi e inattuali.

Dobbiamo essere spediti, ma i primi risultati ci sono e alcuni, penso agli 80 Euro, potranno esprimere appieno il loro effetto nei prossimi mesi.

Noi abbiamo grandi capacità, Renzi ha voluto cambiare ma quando si passa dalle parole ai fatti tutti chiedono che si cominci da da chi ti è vicino senza intaccare chi ritiene di avere diritti perpetui.

Ora siamo tutti in discussione, a partire dalla politica. Da questa crisi si esce solo con una grande volontà collettiva.”

 

Altimenti rischiamo di annegare tutti

“Certo, e nemmeno i tedeschi riuscirebbero a salvarsi.”

 

(m.z.)