Imola. Il comitato a favore di un referendum consultivo per l'entrata o meno di Imola nella Città metropolitana di Bologna non si arrende alla decisione dei garanti cosiddetti “saggi” che, due contro uno, hanno decretato che l'argomento non è sottoponibile a una consultazione popolare.

Sarà l’avvocato Michele Facci a curare il ricorso al Tribunale Ordinario di Bologna per il Comitato referendario imolese, contro la recente decisione di inammissibilità del quesito referendario da parte del Comitato dei garanti.

Michele Facci, consigliere comunale capogruppo a Bologna per Forza Italia e prossimo candidato al Consiglio regionale, è anche responsabile per la Regione Emilia-Romagna dell’Associazione “popolo dei consumatori”.

“Siamo contenti che l’amico Michele Facci abbia accettato, a titolo assolutamente gratuito, di portare avanti una battaglia di libertà – commenta il capogruppo di Forza Italia a piazza Matteotti Simone Carapia – con la quale si intende ridare la parola ai cittadini su un tema fondamentale. Una tutela di quella democrazia che il sindaco Daniele Manca e il Pd vorrebbero affossare riducendo al silenzio la popolazione. E’ inconcepibile che su un tema così importante e dopo aver votato all’unanimità, in consiglio comunale, un documento con il quale si auspicava l’indizione del referendum, ora si voglia decidere il futuro di Imola e del Circondario in una stanza con poche persone e solo per preservare gli equilibri di potere e lo status quo di una maggioranza che governa per inerzia”.

“Ritengo che la legge che stabilisce i criteri di costituzione della Città metropolitana sia peggiorativa rispetto al precedente assetto che era quello delle Province – prosegue l’avvocato Michele Facci -. Le modalità di creazione delle Città metropolitane penalizzano i territori di periferia, soprattutto quelli più lontani dal capoluogo e non ne garantisce adeguata rappresentatività”.