Vallata. Dodici famiglie con otto bambini e cinque anziani oltre agli adulti, a causa della straordinaria piena del fiume Santerno (176 millimetri in sei ore a Firenzuola, non se ne ricorda una simile dal 1966) che ha sostanzialmente distrutto il ponte di via Macerato, a tarda sera del 20 settembre erano ancora bloccate e impossibilitate a muoversi. Due, raggiunte, dall'acqua si sono rifugiate in casa di parenti. Fortunatamente stanno tutti bene nonostante i disagi e la paura siano grandi. Il sindaco di Fontanelice Athos Ponti, che fin dalle 7.30, aveva dato l'allarme acqua a Imola a sera sta ancora cercando di sistemare una strada che passi verso i boschi per raggiungere  con jeep e con l’aiuto dei vigili del fuoco le persone e riportare possibilmente tutto alla normalità entro lunedì 22 settembre. A Fontanelice sono stati distrutti lo chalet “Baia del Sole” e via dei Cavalli e i danni sono ingenti a alberi e vegetazione, mentre il ristorante “Da Brega” è riuscito a limitare i problemi.

Con Ponti, c’è il sindaco di Casalfiumanese Gisella Rivola che deve registrare, oltre a via Macerato, danni alle aziende di Casale bassa, in particolare all’Ondulato Santerno dove il magazzino si è allagato fino a 50 centimetri e si è fermata una catena di montaggio. Preoccupazioni pure per l’Agrimola. In cinque case costruite vicino al fiume, gli abitanti si sono visti improvvisamente entrare in casa l’acqua alta nel giro di 5 minuti che hanno reso inservibili quasi tutti i mobili prima di riuscire a lottare con un’idrovora capace di limitare i problemi.

A Borgo Tossignano i danni sono soprattutto ambientali con il Santerno che ha eroso gli argini, allagato la spiaggetta, la pista ciclopedonale e molti alberi vicino al fiume. La zona più colpita è vicino ai bacini di Rineggio dove il ponte è esondato e non è transitabile dopo che il fango limaccioso si è portato via barriere e illuminazione. Danni anche perla trattoria “Gatto nero”, i campi coltivati a Codrignano e in genere a tutta l’agricoltura della zona.

Nel disastro, Castel del Rio è riuscita a evitare il peggio con qualche albero e poco altro che sono crollati sotto la piena. Le golene hanno tenuto.

(Massimo Mongardi)