San Marino. Mentre si continua a dire che si tratta di vicende appartenenti al passato, quanto sta emergendo dalle indagini smentisce questa affermazione, più di ordine politico che di effettiva conoscenza dei fatti. 

 

I rapporti di Podeschi con i vertici attuali di Banca centrale

 

Nell'ordinanza che ha portato all'arresto di Stolfi (uno dei potenti della Repubblica), la magistratura incentra una riflessione sull’attuale Banca Centrale, evidenziando la necessità di un approfondimento della situazione.

Emerge infatti dalle carte sequestrate a Podeschi che questi, attraverso la società Aol San Marino amministrata da Biljana Baruca (la sua compagna n.d.r.), stava mediando con Banca Centrale, poco prima del suo arresto, per la cessione di licenze bancarie rimaste orfane, precisamente quelle della EuroCommercialBank e della Banca Commerciale Sammarinese. Interessato era un investitore russo. Dopo l’arresto di Podeschi la magistratura sottolinea che la trattativa passò in mano, a Stolfi e ad un altro non meglio precisato “ex Segretario di Stato”.

 

Gli abboccamenti di Bcsm con gli indagati

 

A testimonianza che l’attività della contestata associazione criminale è anche molto recente, gli inquirenti indicano abboccamenti, trattative, scambi epistolari e incontri tra uomini politici indagati nei procedimenti della Tangentopoli sammarinese e gli attuali vertici di Banca Centrale. Questo nonostante un funzionario della stessa Autorità di vigilanza avesse segnalato le anomalie nelle movimentazioni della Clabi srl, società riconducibile a Podeschi e Bilijna Baruca. Nonostante ciò e nonostante la trattativa venisse portata avanti attraverso la Aol San Marino riconducibile a Podeschi e Baruca, società con omologhi in tutto il mondo e con la società “madre” di Cipro già nota per aver messo a segno truffe tramite il sito Aol4Pay, i vertici di Bcsm hanno proseguito i rapporti e la trattativa.

 

Doverosi approfondimenti 

 

La magistratura rileva, insomma, che i vertici di Banca Centrale trattavano con gli ex segretari di Stato e uomini politici sottoposti a indagine per la cessione delle licenze delle banche “dismesse”. Circostanza che, oltre a sollevare questioni di opportunità, attesta anche come il “sistema” che si sta perseguendo con le indagini in corso, sia tutt’altro che acqua passata. Il che solleva la necessità di ulteriori approfondimenti, proprio su questa vicenda, da parte della magistratura.

 

Perquisizione in Banca centrale

 

E i doverosi approfondimenti sono arrivati il 10 settembre.

Oggetto dell’acquisizione documentale proprio gli abboccamenti dei vertici di Via del Voltone per la cessione delle licenze di Ecb e Bcs e le carte delle operazioni passate per l’acquisto della sede. Nell’ordinanza dei Commissari della legge che ha portato in carcere Stolfi, ci sono apprezzamenti per l’opera degli organismi ispettivi di Bcsm, ma forti perplessità sul comportamento tenuto dalle alte sfere dell’Istituto centrale

Acquisizione e sequestro di documenti nella sede di Banca centrale. E’ la prima volta che accade

Dal primo pomeriggio di mercoledì 10 settembre fino alla serata gli uomini della polizia giudiziaria sono stati impegnati nella sede di Via del Voltone. Presenti, nelle prime battute dell’operazione, anche i Commissari della legge Alberto Buriani e Simon Luca Morsiani. Poi fino a tardi sono rimasti ad acquisire la documentazione gli agenti della polizia giudiziaria che, coordinati dai tre magistrati inquirenti, stanno portando avanti la complessa inchiesta sulla Tangentopoli sammarinese. 

Presente alle perquisizioni anche il presidente di Banca Centrale, Renato Clarizia, che ha messo a disposizione della magistratura tutta la documentazione richiesta. Documentazione che riguarderebbe attività recenti e datate di Banca centrale.

 

L’attività degli attuali vertici di Bcsm 

 

Che la magistratura avesse intenzione di scandagliare alcune situazioni è emerso dall’ordinanza che ha portato all’arresto di Stolfi e Faetanini, nella parte in cui si parla della attività attuale, o meglio, di poco precedente agli arresti di quelli che la magistratura ritiene i membri di una associazione a delinquere. Se da un alto, infatti, gli inquirenti elogiano nell’ordinanza l’attività ispettiva degli organismi di vigilanza di Bcsm, dall’altro esprimono forti perplessità sul comportamento dei vertici di Via del Voltone. Per questi ultimi, gli attuali vertici di Banca Centrale appunto, gli inquirenti infatti parlano di abboccamenti, trattative, scambi epistolari e incontri con uomini politici indagati nei procedimenti della Tangentopoli sammarinese. Questo nonostante un funzionario della stessa Autorità di vigilanza avesse segnalato le anomalie nelle movimentazioni della Clabi srl, società riconducibile a Podeschi e Biliana Baruca.

 

Chi dovevano essere gli acquirenti delle licenze

 

In ballo in queste trattative c’erano le licenze “orfane” di EuroCommercial Bank e Banca Commerciale Sammarinese. La magistratura indica in un non meglio precisato investitore russo il soggetto interessato all’acquisizione per il quale Podeschi, dopo l’arresto sostituito da altro “ex Segretario di Stato”, stava mediando con i vertici di Bcsm. A quanto si sa i sequestri effettuati ieri dalla magistratura riguardavano, tra le altre, anche le carte relative proprio a queste trattative, che, visto quanto accaduto in passato, avrebbero dovuto consigliare, secondo la magistratura, un controllo maggiore da parte dei vertici di Banca Centrale in particolare sui procuratori di queste operazioni.

 

Interrogatori dei vertici di Bcsm

 

Al momento è una questione che la magistratura sta approfondendo. Le carte sequestrate in Via del Voltone sono state lette e spulciate dagli inquirenti che, di seguito, hanno convocato per un interrogatorio, in qualità di testimoni, gli attuali vertici di Banca Centrale, il presidente Renato Clarizia e il direttore Mario Giannini.

 

Vecchi e nuovi membri di governo

 

Dalle indagini su questa quanto meno inopportuna trattativa, salta fuori che, dopo la carcerazione di Podeschi, i rapporti con i vertici di Banca centrale erano continuati con la mediazione di Stolfi e di un altro ex Segretario di Stato. Non solo. Dagli ultimi sviluppi emerge che ad incontri per la vendita delle licenze di Ecb e Bcs ai russi, ci sarebbero stati anche membri dell’attuale governo e, molto probabilmente, gli interrogatori di questi giorni dei vertici di Via del Voltone erano mirati a chiarire anche questa situazione.

 

Alleghiamo un’articolata  richiesta di dimissioni dei vertici di Banca Centrale da parte del consigliere Luca Lazzari

 

(Antonio Fabbri)