Il 24 marzo 2012 al teatro “Lolli” di Imola, Angela Malfitano ospite del T.I.L.T., portò in scena “La regina degli Elfi”, da un testo di Elfriede Jelinek, grande autrice e drammaturga austriaca contemporanea, premio Nobel per la letteratura nel 2004. Da quella produzione è nata l'idea di un progetto dedicato alla Jelinek che in due anni ha preso corpo grazie all'ideazione di Elena Di Gioia produttrice indipendente che si occupa di drammaturgia contemporanea e che cura la direzione artistica del Festival, nato anche grazie alle visioni e alle azioni degli artisti, straordinari compagni di questo viaggio , come ella stessa precisa.
Il Festival, presentato martedì 23 settembre in conferenza stampa in Regione è un vero progetto culturale, come sottolineano l'Assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna, Massimo Mezzetti e Maura Pozzati della Fondazione Del Monte, principale Ente sostenitore. “Un progetto geniale”, dice l'Assessore, “una rete integrale nel territorio regionale cui prendono parte tante compagnie in 14 città della regione e che interpreta perfettamente lo spirito regionale, quello che vorremmo si realizzasse sempre”. “Un vero progetto culturale”, aggiunge Pozzati che esprime tutto il suo apprezzamento sulle modalità di costruzione di un progetto che mette insieme il pubblico e il privato, le scuole e l'Università, il teatro e le biblioteche. “ Un progetto capace di fare emergere il senso più profondo e serio della cultura , quando si fa punto di domanda, quando scava in profondità nelle trasformazioni della nostra società, quando riflette sul presente senza scadere mai nel pathos, quando è radicale sperimentazione e mai solo intrattenimento”.
“La scrittura abrasiva e corrosiva della Jelinek, consegna un'immersione, la discesa in luoghi dove si annidano il linguaggio, le nostre rappresentazioni, la memoria , un “luogo” affilato in cui l'autrice ci chiede di entrare e da cui fuoriescono tensioni e questioni della nostra contemporaneità”. Sono parole di Elena Di Gioia che continua sottolineando che “l'arco della sua scrittura attraversa i romanzi, testi teatrali, interventi e discorsi e , per la responsabilità che destina alla parola, disegna anche un modo di essere autrice, oggi”.

Chi è Elfriede Jelinek
Nata a Mürzzuschlag, in Austria nel 1946, si è diplomata organista al Conservatorio di Vienna. Nel 1967, giovanissima, il suo esordio letterario con la raccolta di poesie Schatten Lisas, cui sono seguiti romanzi, opere teatrali e interventi saggistici, articoli. Oltre al Premio Nobel per la letteratura nel 2004, nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti. Ha scritto la sceneggiatura del film “Malina” (1991) di Werner Schroeder, dal libro di Ingeborg Bachmann. Tra le voci più acute e pungenti della scena contemporanea. Con la sua scrittura ingrandisce e rimpicciolisce i panorami, gli affreschi, i “nidi”, le rappresentazioni in cui siamo calati, smonta dall'interno, anche nel linguaggio, le architetture e le fondamenta su cui si reggono e costruiscono le relazioni scavando nella natura tagliente e multiforme del potere. Elfriede Jelinek, che ha seguito l'arco di costruzione del Festival in uno scambio profondo e generoso, ha scritto e donato un testo per il Festival Focus Jelinek , Ritornare! In Italia!, tradotto da Rita Svandrlik che sarà letto nella versione integrale in anteprima assoluta in occasione del Festival.

Il Festival
Da ottobre (il primo appuntamento il 7) a marzo 2015 (chiusura il 15) la regione Emilia Romagna si configura come una “città allargata” sia per i numerosi artisti e compagnie che operano nelle diverse città, sia per l'inedita e originale collaborazione di teatri, festival, biblioteche, cinema, spazi culturali in 14 città. 60 appuntamenti, 14 produzioni con 6 prime assolute che saranno replicate in più di una città (tutte, a Bologna) , offrono al pubblico l'opportunità di conoscere i testi teatrali, i romanzi di E. Jelinek e di partecipare al lavoro sulla sua scrittura nell'arco dei 6 mesi in cui si svolge il Festival. Non solo spettacoli e performance teatrali, ma anche letture, laboratori per gli studenti medi e universitari e un convegno/spettacolo sull'opera della Jelinek  il 3 dicembre con studiosi e artisti.
I testi teatrali interpretati e visionati dalle 7 compagnie teatrali sono: Jackie,Sport. Una Piéce, Nuvole.Casa, La morte e la fanciulla, La regina degli Elfi, Lui non come lui, Totenauberg. I romanzi: Le amanti e La pianista nella trasposizione cinematografica diretta da Michael Haneke nell'omonimo film, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al festival di Cannes 2001 e per cui Benoit Magimel e Isabelle Huppert furono premiati rispettivamente come miglior attore e migliore attrice. Il film è collegato al testo Un volto senza armi che Jelinek ha dedicato al volto di Isabelle Huppert. Infine, al festival, anche testi non ancora conosciuti e presentati in Italia come Faustin and out e Die Schtzbefohlenen, fino ai discorsi dell'autrice come In disparte che Elfriede Jelink ha pronunciato per il conferimento del Premio Nobel per la letteratura nel 2004.

Le compagnie, le attrici e gli attori
Gli artisti e le compagnie che hanno preso parte alla costruzione del progetto, sono impegnati ciascuno su un testo dell'autrice con la prospettiva di uno straordinario arco della parola che coinvolge le molteplici forme di scrittura. Testi presentati e tradotti per il progetto e per la prima volta in Italia. Sono di Teatrino Giullare, Andrea Adriatico/Teatri di Vita, Tra un atto e l'altro con Accademia degli Artefatti, le prime assolute, di Chiara Guidi, Angela Malfitano/Tra un atto e l'altro il progetto speciale per le biblioteche, di Ateliersi e Fanny & Alexander le performance e le azioni sceniche, di A. Malfitano e Nicola Bonazzi/Teatro dell'Argine i laboratori nelle scuole, di Anna Amadori, Elena Bucci, Chiara Guidi le letture e di Claudio Longhi e Elena Di Gioia la cura del convegno.

Pubblicazioni
Il gruppo di critici Alta velocità cura un Quaderno Jelinek che, attraverso conversazioni con gli artisti del Festival, accompagna il pubblico alla visione delle opere. Verranno inoltre presentate alcune pubblicazioni : FausIn and out (Titivillus 2014) tradotto in italiano per l'occasione da Elisa Balboni e Marcello Soffritti, Direttore del Dipartimento di Interpretazione e traduzione dell'Università di Bologna in uscita nell'autunno 2014. Infine il numero 2/2015 della rivista “Prove di Drammaturgia” diretto da Gerardo Guccini, rivista di inchieste teatrali del CIMES (Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna) sarà interamente dedicato alla Jelinek. “Doppiozero”, rivista culturale on line seguirà il festival nel corso dei 6 mesi con sei articoli (uno al mese) come media partner del festival insieme a RAI Radio3.

Un artista d' eccezione
Al festival non manca l'arte contemporanea con un artista d'eccezione, Claudio Parmeggiani. Sua l'opera riprodotta nell'immagine del Festival e sue le 4 immagini che accompagnano il tragitto del festival e compongono una dedica alla sua opera. Noto per le sue opere di ambienti di ombre e impronte realizzate attraverso l'uso della polvere, del fuoco e del fumo, Parmeggiani riflette e invita a riflettere sul tema dell'assenza e del passare del tempo nelle sue tracce visibili. Una delle figure più importanti dell'arte italiana del secondo dopoguerra.

La città allargata
Oltre agli artisti, molte voci e anime si riuniscono nel progetto:

Bologna: Arena del Sole, Festival VIE/ERT Emilia Romagna Teatro, Biblioteca dell'Archiginnasio, Laboratorio delle Arti dell'Università di Bologna, Teatri di Vita, Oratorio San Filippo Neri,, Cineteca di Bologna, Ad Alta Voce, Goethe Zentrum, Libreria Mondo Infoshop
Casalecchio di Reno: Pubblico. Il Teatro di Casalecchio, Festival VIE/Ert Emilia Romagna Teatro
Castel Maggiore : Teatro Biagi D'Antona/Sguardi
San Lazzaro di Savena: ITC Teatro di San Lazzaro
Cesena: Teatro Bonci, Biblioteca Malatestiana, Cinema Sam Biagio, Festival Màntica
Faenza: Teatro Masini
Forlì: Teatro Diego Fabbri, Università di Bologna/Sede di Forlì
Modena: Festival VIE/Biblioteca Poletti
Montescudo (Rn): Teatro Rosaspina
Parma: Teatro Due, Teatro al Parco, Reggio Parma Festival
Piacenza: Teatro comunale Filodrammatici, Festival L'altra scena
Ravenna: Teatro Rasi, Almagià, Cisim a Lido Adriano – ravenna viso-in-aria
Reggio Emilia: Festival Aperto/Biblioteca Panizzi/Reggio Parma Festival
Rimini: Teatro degli Atti

(v.g.)