Imola.All’interno dell’iniziativa “Tempo di Cooperazione” promossa, come ogni anno, dall’Alleanza delle Cooperative Italiane, si è svolta ieri, mercoledì 24 settembre 2014, presso la sala BCC città&cultura,  l’iniziativa “faceCoop – per un uso consapevole e strategico dei social media” organizzata dal Gruppo Giovani Cooperatori Imolesi.

Ha relazionato sull’argomento il professor Roberto Grandi docente all’Università di Bologna ed esperto di comunicazione e social media, è intervenuta la dott.ssa Letizia Melchiorre fondatrice di Social Lab agenzia di comunicazione ed è stato presentato il progetto The Bolo Stories.

Il professor Grandi ha parlato dell’evoluzione dei media nel corso della storia, partendo dai primi del 1900 ai giorni d’oggi, evidenziando come attraverso questo lasso di tempo la velocità di introduzione di nuovi media sia aumentata vertiginosamente e questo ha avuto un impatto notevole sulle capacità di adattamento delle varie generazioni di utenti che si sono succedute. Oggigiorno gli utenti sono sottoposti a molti social media contemporaneamente  e la velocità di adattamento non sempre corrisponde alla velocità di uscita di nuovi social media. Nascono così le generazioni chiamate “native digitali” che parlano lingue diverse rispetto alle precedenti.

Non necessariamente i nuovi social media hanno portato all’estinzione di quelli tradizionali, anzi, per reggere la competizione con i nuovi, si sono rimodulati in base al cambiamento. Un esempio può essere la carta stampata con l’avvento della televisione, nei giornali sportivi prima della televisione venivano raccontate  le partite di calcio azione per azione per permettere a chi non era stato allo stadio di capire l’andamento delle partite, ora con l’avvento della televisione questo non avviene più, la carta stampata si è rimodulata rispetto al nuovo media per poter continuare ad essere presente.

Continuamente vengono introdotti nuovi social media che hanno caratteristiche diverse e modi di funzionare diversi. Ad esempio si è partiti dal blog dove si potevano fare monologhi di pagine e pagine su argomenti diversi per poi passare a facebook dove si scrive meno e l’interazione può avvenire con un “mi piace o non mi piace” o con una condivisione a twetter dove la possibilità di scrivere diminuisce, al massimo si può scrivere in 140 caratteri e pinterest o instagram dove ognuno nel proprio spazio carica solo foto e immagini.

Un problema che si rileva nell’avvento di tanti nuovi social media è l’abbondanza delle informazioni che ora circolano, che anche se può essere considerata una forma di aumento della democrazia, dall’altra pone la questione della autorevolezza delle fonti. Mentre prima vi erano poche informazioni da fonti, tutto sommato, considerate autorevoli, ora vi è una quantità enorme di informazioni di cui è faticoso capirne la veridicità.

I nuovi social media stanno portando ad una frammentazione sociale dando luogo a comunità che prescindono dalla territorialità; inoltre mentre ai media tradizionali si dedicavano tempi e momenti stabiliti in cui utilizzarli ora si è sempre e continuamente in contatto.

Dopo questa introduzione generale, la dott.ssa Melchiorre ha parlato di come utilizzare in modo consapevole e strategico i social media. Innanzitutto bisogna avere la consapevolezza che i nuovi social media sono ormai utilizzati dalla maggior parte degli utenti. Infatti in una indagine statistica del 2013 si è visto che, ad esempio, l’81% dei consumatori usa Google per ricercare prodotti.

Sono necessarie  competenze digitali operative, informazionali e strategiche per utilizzare in modo adeguato i social media. Ciò significa che bisogna saper usare gli strumenti a disposizione, hardware e software, è necessario saper individuare e selezionare le fonti di informazione, utilizzando il tutto per raggiungere determinati obiettivi.

A conclusione degli interventi è stato illustrato il progetto “The Bolo Stories”. Progetto che nasce dall’idea di promuovere le realtà artigianali e commerciali della città di Bologna raccontandole attraverso dei video. Sono tutte brevi interviste fatte ad artigiani, negozianti, commercianti, che hanno raccontano la storia della loro attività cercando di creare un contatto visivo ed emotivo con il pubblico di potenziali utenti che può riconoscersi in queste biografie.

Sempre per restare in tema, al termine della giornata, alle ore 21.00 è stato proiettato il film Disconnect  di  Henry Alex Rubin, anno 2012, dove in un intreccio di storie, si affronta il tema della ricerca del contatto umano in un mondo dove ormai la realtà quotidiana creata da computer, video giochi, social network, sembra più vera del reale.

(Monica Bugané)