Imola.Abbiamo incontrato Mauro Lusetti, il presidente nazionale dell’Alleanza delle Cooperative durante un incontro a Imola nell’ambito delle manifestazioni di “Tempo di cooperazione.”

Lusetti ha partecipato alla presidenza dell’Alleanza di Imola ed è intervenuto nel corso del breve momento di riflessione che ha preceduto l’intitolazione, a importanti protagonisti del mondo cooperativo imolese, delle sale della Casa comune della cooperazione imolese (e dobbiamo notare che non c’è stato lo spazio per un nome femminile).(vedi allegato)

Sergio Prati ha richiamato la situazione nella quale oggi opera il movimento cooperativo (la relazione è allegata a questo articolo), il sindaco Daniele manca ha sottolineato l’irreversibilità dei mutamenti provocati dalla crisi e Lusetti ha ricordato la grande capacità del movimento di definire strategie che, quando vengono proposte, possono sembrare irrealizzabile e che, anni dopo, sono considerate ovvie.

 

Al termine delle relazioni abbiamo posto a Mauro Lusetti alcune domande, cominciando da quella più attuale: a che punto siamo con l’unità cooperativa.

“Con la fine del mese di settembre finiremo , per usare un termine calcistico, il primo tempo. L’idea dell’unità cooperativa è cresciuta dal punto di vista strategico, ora cominciamo a realizzarla.

Siamo andati dal notaio dove abbiamo costituito formalmente l’Associazione dei Cooperatori Italiani da ottobre cominceranno a lavorare i gruppi di lavoro per il progetto organizzativo e quindi è iniziato il secondo tempo che ci porterà all’Alleanza.”

 

C’è la crisi, e spesso anche i cooperatori sono per così dire dominati da situazioni davvero drammatiche. In questi momenti il tema dell’Alleanza pare lontano dalle preoccupazioni  contingenti.. Eppure senza l’unità cooperativa anche le singole vicende diventano più fragili e difficili da gestire..

“E’ vero. Il movimento cooperativo deve avere un orizzonte strategico. Sappiamo bene bisogna lavorare ogni giorno, che ogni giorno ci sono problemi da affrontare e possibilmente risolvere. Però anche l’attività quotidiana ha bisogno di un indirizzo strategico, e per noi è l’Alleanza dei cooperatori italiani.”

 

Lei non pensa che sia a rischio la unità del nostro paese’. Se dividiamo a fette l’Italia, ci accorgiamo che gli effetti della crisi hanno caratteristiche ben diverse al nord al centro e al sud dove la situazione sembra essere al livello di guardia.

“Non credo che il paese in quanto tale sia messo in discussione. È vero che il sud soffre di più, ma noi come cooperatori abbiamo grandi opportunità di sviluppo perché c’è una voglia, nel meridione, di fare impresa e di fare impresa cooperativa.

Questo paese, se vuole avere un possibile sviluppo deve valorizzare i propri giacimenti, che si chiamano agricoltura, paesaggio, turismo.”

 

A proposito di agricoltura: come va l’esperienza di Agrinsieme quali segnali arrivano del mondo della Coldiretti che persegue un ostinato isolamento.  

“Credo che qualsiasi politica, in questo comparto,  non possa prescindere dall’unità di quel mondo. E quindi dobbiamo affrontare la questione della Coldiretti, perché anche i soci di quell’organizzazione risentono della crisi e mi auguro che si cominci a lavorare sui temi agricoli non più in maniera settoriale o corporativa.”

 

Ci sono segnali?

“Da quel mondo arrivano segnali interessanti, una voglia di dialogo. Ed è giusto sottolinearlo, ma alla eventuale domanda “è sufficiente” questo passo, io dico di no.”

 

(m.z.)