Qualche mese fa l'incertezza sulla stagione futura, la faceva da padrona, ma pare che l'ostacolo sia stato superato e si sia rischiarato l'orizzonte per il piccolo teatro di Dozza. Piccolo ma con proposte culturali originali che tendono a far riflettere il pubblico non senza valorizzare i fermenti locali. Una piccola stagione ricca e articolata che va dalla musica, ai laboratori, alle proposte per i più piccoli. Insomma, un'offerta culturale da tenere d'occhio, che si caratterizza per originalità nel tentativo di consolidare una propria identità.

La musica
Si parte con la musica del continente nord americano di Daniel Romano and the Trilliums, sabato 4 ottobre. Una delle grandi band della musica country – folk di oltreoceano. Romano, italiano d'origine, si presenterà con 5 elementi al seguito, con i quali arriverà in Europa per presentare anche il suo ultimo 45 giri. Un appuntamento per gli amanti del country. La musica tornerà poi con Miss Quincy and the Showdown, che nel tour europeo e in diverse città italiane, presenta “Roadside recovery tour”, ultimo cd pubblicato. La compagine canadese tutta femminile, salirà sul palco dozzese  Sabato 15 novembre con una musica ruvida e graffiante.
“Late for a song” è il nuovo, secondo disco dei Dead Cat in Bag , gruppo italiano formatosi 7 anni fa a Torino. Il loro progetto è multiforme di natura, folk per attitudine, instabile per necessità. L'idea di base è quella di riattualizzare e personalizzare il cantautorato oscuro della vecchia scuola (che la critica rintraccia spesso nei nomi di Waits, Cave, Lanegan, Reed, Cohen) ibridandolo con la propensione al paesaggio sonoro, alla trasversalità degli arrangiamenti, alla sincerità della confessione, passando attraverso le influenze più disparate. Alcune canzoni sono tanto peculiari, nella loro semplicità, da non trovare facili paragoni e definizioni. Sabato 29 novembre proporranno a Dozza i paesaggi sonori di un immaginario western post-atomico interpretato da gitani, ambientato in un ventoso deserto cosparso di giostre in disuso, fabbriche diroccate, case d'infanzia ingombre di polvere e ricordi. Tornano infine, dopo la scorsa stagione, Annalisa Cantaro e Rocco Casino Papìa con “Taléa – Rosa Canta e Cunta” , in un concerto, sabato 13 dicembre, dedicato alla grande cantante della tradizione popolare siciliana Rosa Ballistreri.

Il Teatro: Vetrano e Randisi, laboratori, scuole
Non mancano come di consueto i temi sociali e legati alle differenze culturali. L'11 ottobre è di scena il Teatro delle Temperie con “Circo Capovolto” spettacolo intenso ed emozionante con la regia di Andrea Paolucci, ambientato nella cultura Rom. Memoria e tradizioni famigliari si intrecciano in un lascito ai piccoli della comunità che in 10 scatole contenenti i tesori di un Circo che fu, trovano la ragione per riprendere una tradizione e ridare vita ad un circo capovolto.

Il 18 ottobre il Liceo scientifico “”A. Roiti”” di Ferrara – Corso sportivo porta in scena “Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore sapienza”, da una frase di F. Nietsche. Lo spettacolo che ha come sottotitolo “Tu sei quello che sei”, è il risultato di un lungo lavoro di laboratorio sull'identità, l'essere, l'essenziale per essere. Dodici persone , con le loro valigie piene di ciò che serve per essere, affrontano un viaggio per comprendere chi si è davvero portando con sé le parole chiave necessarie a scoprirlo. La regia è di Corrado Gambi , che firma anche “BRRRRRividi” della Compagnia teatrale della Luna crescente venerdì 31 ottobre. Il tema è la paura, una lettura per imparare a viaggiare insieme a ciò che ci spaventa solo perché non lo conosciamo abbastanza. Specialissima “collezione di paure” per bambini fino a 99 anni per ridere, rabbrividire e stupirsi in questo strano museo.

Sabato 8 novembre Teatro degli incamminati/Diablogues/Compagnia Vetrano e Randisi porta in scena ““Totò e vicè, straordinario e poetico spettacolo da un testo di Antonio Scaldati, drammaturgo palermitano, già rappresentato in diversi teatri italiani la scorsa stagione. Da non perdere e per la prima volta in versione integrale nel territorio imolese.
“Il teatro, il vero teatro, il teatro che ti toglie il fiato con un nulla, il teatro che non distingue tra vivi e morti, il teatro che ti sfugge di mano e intanto però ti insegna il mistero dell'amore, il teatro che mette in scena due poveri cristi in una penombra di lumini e modeste luminarie e di fatto ti fa sentire l'insopportabile luce della felicità, il teatro che ti sembra logoro ed effimero e che al contrario ti riempie l'anima fino alla commozione più grata. Questo teatro l'abbiamo conosciuto come un miraggio in una notte in cui sono spuntati Enzo Vetrano e Stefano Randisi, valigia di cartone in pugno, a dire e ridire attorno a una panchina con disorientata bellezza le battute umanissime di Totò e Vicé…”, ha scritto Rodolfo Di Giammarco su La Repubblica.

Il 22 novembre, ancora le scuole in scena con il Liceo “Rambaldi” di Imola, che sotto la regia di Corrado Gambi, ripropongono uno spettacolo già andato in scena nel maggio scorso: “Lisistrata”. Un lavoro laboratoriale nell'ambito di un progetto teatrale sui classici greci. Le donne protagoniste si alleano per dar vita ad uno sciopero del sesso verso i propri uomini al fine di convincerli a scegliere la pace cessando le ostilità belliche. Un'azione saggia e ragionevole che tuttavia solo parzialmente funziona di fronte all'ottusità maschile che cede le armi solo per tornare a soddisfare le pulsioni irrinunciabili da cui sono dominati. Infine il 6 dicembre Aquila signorina/Terza decade chiude la rassegna Personae/ Percorsi teatrali con “Barbara McClintock – Il gene non è una cosa” di e con Barbara Bonora. Lo spettacolo ripercorre il pensiero e l'avventura scientifica della genetista americana Barbara McClintock (1902 – 1992). In esso l'intervista filmata a una sua immaginaria biografa si alterna alla recitazione dal vivo, in cui l'attrice parla al pubblico utilizzando parti del discorso tenuto dalla scienziata a Stoccolma, nel 1983, in occasione della consegna del Premio Nobel.

(v.g.)