Imola. Molti dei quotidiani usciti nella giornata di domenica 5 ottobre hanno riportato titoli di questo tenore:  “Primarie choc a Imola, schiaffo ai vertici Pd, silurati i vertici del partito” e così via. Una lettura dove sembra prevalere la sorpresa per l’esito delle primarie per i candidati alla carica di consiglieri regionali.

In realtà si tratta solo di una conferma di uno stato di fatto che da tempo era nell'aria e nelle decisione degli Imolesi all'interno dell'urna, già perfettamente riscontrabile nell'esito delle primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione: il quasi pareggio ottenuto dai due candidati, uno indicato da tutto lo staff dirigenziale del Pd Imolese come la vera ed unica candidatura e l'altro “sopportato” quasi come fosse un dovere accettare un secondo contendente che se mancante avrebbe reso senza senso la competizione stessa e indicato come “scartino” dallo stesso sindaco bolognese.

 

Risalendo poi un po' indietro nel tempo (ma non poi tanto) occorre ricordare che la stessa riconferma dell'attuale sindaco imolese è stata resa possibile al primo turno elettorale grazie all'apporto dei voti di una destra che fino ad allora era stata decisamente assente nell'amministrazione della nostra città (destra che si riconferma tale nella scelta di preferenza alle elezioni regionali indicando una candidata del Pdl/Forza Italia)e che nonostante tale apporto, se ricordo bene, vide un risultato decisamente modesto per un sindaco Imolese: solo 3,17 elettori su 10 siglarono la preferenza e per una città come Imola (margine di Romagna ma pur sempre cuore romagnolo) identifica un risultato decisamente modesto. Gli altri 6,83 restarono a casa o votarono altre scelte.

 

Inevitabile quindi che nel voto del 4 ottobre due persone uscenti da impegni politici ed amministrativi “fuori città” risultassero preferiti nell'esito, in modo particolare da quelle stesse persone che ne hanno valutato “sulla propria pelle” le qualità politiche, amministrative, umane. La Marchetti stravince sulle strascico di quell'onda di consensi che l'ultima gestione amministrativa di Castel San Pietro ha evidenziato e Poli riscuote con merito quanto ha seminato in quel di Casalfiumanese dove basta chiedere a chiunque per sentirsi rispondere “E' una brava persona”. E di questi tempi non è certo poco!

 

Penalizzate le altre candidature derivanti o da scelte della direzione del partito (nel caso della Pariani si sarebbe trattato di una ri-conferma) o da salto di qualità da ruoli amministrativi della città (Visani è vice-sindaco di Imola). Viene spontaneo chiedersi se una attenta e doverosa lettura di tale ripetersi di risultati possa indicare ai vertici Pd in quel di Imola l'opportunità di un cambiamento significativo nelle scelte amministrative e politiche che incidono profondamente sulla vita della Città o se, ancora una volta, lo spirito della conservazione di un metodo dirigenziale volto pesantemente alla conservazione ed al controllo delle posizioni chiave della città continui ad avere il soppravvento su scelte più oculate, più attente alla professionalità dei selezionati, meno rivolta all'attenzione verso gli amici riesca ad individuare una profondamente diversa gestione politica ed amministrativa della città.

Nell'augurare ai due vincitori identico successo alle consultazioni di inizio novembre, ci si augura che la loro vittoria sia di monito, ma anche di indice, per un giro di pagina quanto mai propizio ed auspicabile. In caso contrario gli effetti di choc si ripresenteranno, ma non ci stupiranno: saranno inevitabili.

(Mauro Magnani)