Dozza (Bo). Cosa fareste se foste bambini e incontraste un signore con 10 misteriosi scatoloni che contengono un segreto? Siamo in un campo ROM dove Senija, Ibrahim e il vecchio Napapò si incontrano. Fra loro 10 misteriosi scatoloni che contengono una lunga e magica storia che i due bambini si fanno raccontare. Più che una storia tante storie di umanità, di gioia e leggerezza. Un uomo in fuga si racconta a un gruppo di bambini che vivono nel campo e lascia loro in eredità i 10 scatoloni che contengono il Kék Cirkusz,. Fra un trapezio, cinque clave e qualche vecchio costume i bambini trovano una speranza di riscatto e felicità. Branko Hrabal è stato ucciso fuori da un campo nomadi. Senjia, è lì accanto e lo guarda , come se aspettasse che si svegli. Branko è arrivato in quel campo con quei dieci scatoloni ereditati dal nonno. Prima di morire ha potuto raccontare ai bambini la storia lì conservata, trasmettendo loro una possibilità di futuro, forse di riscatto. Nascosti nelle cantine di un vecchio palazzo, i bambini, ispirati da Branko , hanno lavorato sodo e hanno dato vita ad un nuovo circo, un circo sottoterra, un circo capovolto. Tratto da un romanzo di Milena Magnani pubblicato nel 2008, lo spettacolo nasce dalla curiosità verso un popolo,quello ROM, che pur vivendo nella nostra comunità non ne ha mai fatto parte davvero, mantenendo nei secoli la sua identità. Il tema sono le differenze, “il filo rosso di questo spettacolo” dice Andrea Lupo autore/attore. “Differenze come valori aggiunti e non come ostacoli, non come limiti invalicabili, non come pretesti per allontanarsi. Differenze come occasioni, come opportunità, come incontri”.

“E' una favola, una parabola, ed è un romanzo ed è una confessione. Ironico, malinconico, comico e cattivo, magico e leggero” dice il regista Andrea Paolucci, a proposito del romanzo della Magnani e che, subito, ha accettato di curare la regìa per Andrea Lupo.

Teatro sociale, di riflessione, di stimolo a guardare dentro ciò che vediamo differente per scoprire un mondo che ha più affinità con gli altri di quello che si pensi in particolare sull'approccio alla vita e sulle aspettative verso il futuro.

Appuntamento al Teatro di Dozza, sabato 11 ottobre ore 21.

(v.g.)