Imola. Si è  da poco conclusa la rassegna “Tempo di Cooperazione” e crediamo che ci siano buoni motivi per fare un bilancio dell’iniziativa con Sergio Prati, il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Imolesi.


Che bilancio si può fare di questa edizione?

“A mio avviso positivo. E’ un contenitore ormai sperimentato che mette al centro dell’attenzione pubblica la forte presenza cooperativa di questo territorio, ed anche i valori che proponiamo alla società.

Abbiamo proposto oltre 40 eventi e per la prima volta (con un buon successo), abbiamo sperimentato l’abbinamento fra itinerari nei musei e gastronomia.

Quest’anno il tema portante era quello della solidarietà, un valore fondamentale del movimento cooperativo, oggi più che mai attuale anche nel nostro territorio, perché stiamo vivendo una situazione difficile.

In ogni caso, si è trattato di un evento utile alla città ma dobbiamo comunque riflettere su come rendere più partecipi, in prima persona, le singole aziende cooperative.”


Si è fatto riferimento alla difficile situazione dell’area imolese, e oggi sono davvero in fase critica le grandi aziende cooperative della filiera dell’edilizia. Ci riferiamo alla Coop Ceramica, alla Cesi e alla 3elle.

Che quadro si prospetta?

“Dobbiamo partire dalla considerazione che il settore edilizio (tutto, non solo quello cooperativo) vive una crisi della quale non vediamo ancora la fine.

La Coop Ceramica, comunque, in questo momento è presente sui mercati esteri e, avendo fatto le scelte più difficili in anticipo rispetto ad altre realtà, ha forse superato la fase dell’emergenza.

Negli altri casi ci troviamo ad affrontare una crisi che, oltre alle aziende citate, mette a rischio la sopravvivenza di quelle attive nel settore edilizio.

Devo anche prendere atto che, in questo settore, siamo ancora dentro la crisi e chi non ha per tempo ristrutturato ed innovato fa molta, molta fatica.”


Che dire dei livelli istituzionali?

“Possono svolgere un ruolo positivo (e lo stanno facendo) per quel che riguarda gli ammortizzatori sociali. I comuni possono anche mettere in campo investimenti, ma la legge di stabilità non permette grandi margini.

Poi ci sono gli aspetti imprenditoriali e quindi entrano in campo le aziende e le associazioni che le rappresentano e che devono avere un ruolo propulsivo.

Ma ci sono le condizioni per dar vita ad aziende nuove in termini imprenditoriali? Oppure rischiamo di passare da una crisi ad un’altra? Non è per niente facile trovare soluzioni adeguate e per ora tutti noi prendiamo atto che le caratteristiche del mercato (praticamente fermo) non consentono di immaginare una ripresa, soprattutto in termini occupazionali.”


Veniamo all’Alleanza. Il presidente nazionale di Legacoop, Lusetti, ci ha dichiarato che è iniziato il secondo tempo della partita che porta alla unità delle centrali cooperative. Cosa succede a Imola?

“E’ partito il congresso nazionale Legacoop (dovrebbe essere l’ultimo, e nelle intenzioni di Lusetti, entro il 2017, si arriva all’Alleanza), i coordinamenti unitari (Legacoop, Confcooperative, Agci) sono presenti in quasi tutte le regioni e ora si comincia a lavorare per l’integrazione nei territori.

A livello locale abbiamo già fatto dei passi in questa direzione, perché qui è già operativa una prima fase di integrazione, iniziata subito dopo l’inaugurazione della Casa della cooperazione e abbiamo cominciato ad operare, fianco a fianco per dare un maggiore e migliore sostegno alle nostre imprese. E credo che il nostro lavoro sia anche un utile palestra per la stessa Alleanza.

Potevano star fermi, invece abbiamo preferito un’attività di integrazione quotidiana per raggiungere il massimo obbiettivo, cioè far sì che sia l’Alleanza a seguire le imprese.

In quest’ottica è importante il rapporto con la Federazione Trentina della Cooperazione. Abbiamo storie diverse ma molto in comune, a partire dal fatto che siamo davvero due straordinari distretti cooperativi. Fino ad ora abbiamo enunciato i titoli dei capitoli, a breve vogliamo organizzare un incontro, questa volta a Imola, per entrare nei temi specifici e approfondire le forme di collaborazione. E anche questa fase sarà un importante laboratorio per tutta l’Alleanza.”

 

(m.z.)