Il Circondario si rivolge al Governo e alla Regione per chiedere interventi di sostegno per i castanicoltori. Un ordine del giorno, approvato in questi giorni dalla Conferenza dei Sindaci, consegna infatti al presidente Daniele Manca un pacchetto di richieste per questo settore in difficoltà da far pervenire a Roma e a Bologna.

Dal Governo i sindaci del Circondario si aspettano un incremento delle risorse economiche per la riproposizione del Piano del settore castanicolo, per il sostegno della filiera produttiva del castagno, per la lotta al flagello della “vespa cinese”, insieme all’estensione delle misure a sostegno delle produzioni di frutta a guscio anche al reparto castanicolo, portando in sede europea le problematiche del settore da inserire nella nuova Pac 2014-2020.

Alla Regione si chiede invece di attivare, nel Piano di Sviluppo Rurale, adeguate misure di sostegno alla filiera castanicola; potenziare le strategie di intervento contro la “vespa cinese”; verificare possibili azioni di sostegno economico anche attraverso convenzioni con Agrifidi; per chiedere agli Uffici Agricoli Provinciali di verificare i danni e delimitare le zone colpite, al fine di riconoscere ai castanicoltori sgravi fiscali; reperire risorse aggiuntive per sostenere i castanicoltori in difficoltà e attuare altre azioni strategiche previste dal vecchio Piano di settore.

“Le richieste sono conseguenza della grave difficoltà del settore a causa del pessimo raccolto 2014, per il quale si stima una diminuzione media della produzione di oltre l’80% – dichiara Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina e delegato all’Agricoltura del Circondario -. Questo dato, che va ad incidere pesantemente sulla situazione già compromessa dalle crisi degli anni passati, rischia di mettere a repentaglio la stessa conservazione della coltura del castagno, con conseguenze non solo economiche, ma anche paesaggistiche e di tenuta idrogeologica del territorio. Non va dimenticato infatti che le produzioni di marroni e castagne si effettuano proprio nelle zone più svantaggiate del nostro territorio, proprio quelle zone che, se abbandonate, contribuiranno in misura pesante al dissesto idro-geologico delle nostre vallate”.