Castel San Pietro (Bo). Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Già un anno fa un allora 20enne salernitano di origine, residente nella città del Cassero, era stato ritenuto responsabile di spaccio di sostanze stupefacenti, rapina e tentata estorsione che gli avevano procurato un’ordinanza di obbligo di dimora.

A distanza di circa un anno, lo stesso ragazzo ora 21enne è stato arrestato dai carabinieri per estorsione aggravata continuata. Questa volta è finito in manette in flagranza di reato nel corso di un’articolata indagine che i militari dell’Arma avevano avviato qualche tempo fa, quando erano venuti a conoscenza che un 23enne di Castel San Pietro era costretto, da più di un anno, a versare l’intero stipendio (circa 900 euro), compresa la tredicesima, al giovane salernitano come somma risarcitoria per marijuana da lui ricevuta e non pagata. “Se non mi dai i soldi, ti faccio una buca e ti ci butto dentro” è una delle frasi con le quali il 21enne avrebbe minaccato la vittima che, temendo per la propria incolumità, non aveva mai preso in considerazione l’idea di denunciare il fatto ai carabinieri, sperando invece di estinguere il debito.

Ma il giovane castellano, non solo sapeva che si trattava di un’ipotesi lungi dal verificarsi ma aveva capito che la situazione stava degenerando e infatti alcuni giorni fa era stato contattato dal 21enne che lo aveva “pregato” di dargli ulteriori 730 euro per pagare delle spese relative a suo padre, residente pure lui a Castel San Pietro, che era stat oarrestato a luglio di quest'anno con l’accusa di tentato omicidio, detenzione e porto illecito di armi da sparo. Una famiglia dove si facevano parecchi reati.

Senza opporsi alla nuova richiesta, intorno alle 10.45 di giovedì 16 ottobre, il 23enne si è recato a Toscanella nella ditta dove lavora, ha chiesto un anticipo del mese al datore di lavoro ed è uscito subito perché ad attenderlo c’era il suo aguzzino, seduto al volante della sua auto. Trattandosi di un assegno, i due ragazzi si sono recati presso una banca di Castel San Pietro per cambiare l’importo, senza rendersi conto che erano seguiti a distanza da due pattuglie in abiti civili pronti ad intervenire. Ricevuti i contanti, il 21enne è stato tratto in arresto e su disposizione dell’Autorità giudiziaria è stato portato al carcere della Dozza, mentre il 23enne ha riavuto i 730 euro che il malvivente aveva nascosto sotto il sedile dell’auto. L’arresto è stato convalidato e nei confronti del soggetto è stata emessa la misura cautelare degli arresti domiciliari.