Imola. “Siamo di fronte ad una vera e propria calamità naturale e questa si è abbattuta proprio sui territori più svantaggiati della nostra zona montana”. Non è la “solita” lamentela del mondo agricolo, ma una drammatica verità quella illustrata dal presidente della Cia di Imola, Giordano Zambrini. Basta girare nei castagneti della Vallata del Santerno e anche un profano se ne può rendere conto.

 

“Era chiaro già al momento della fioritura dei castagni che ci saremmo trovati di fronte a produzioni scarse – sottolineano diversi soci della Confederazione italiana agricoltori -. Le piogge persistenti, associate ai pochi fiori presenti sulle piante per le infestazioni di Cinipide Galligeno (vespa cinese) tuttora abbondanti, hanno impedito la fecondazione dei pochi fiori rimasti. I ricci presenti sulle piante hanno ingannato solo i non addetti ai lavori. Gli occhi esperti dei castanicoltori avevano fin da subito visto l'assenza di castagne o di marroni al proprio interno”.

               

La produzione di Marroni, uno dei pochi prodotti dell'imolese ad avere il riconoscimento Igp, rischia di far chiudere un numero elevato di aziende agricole, già in difficoltà economiche conseguenti agli scarsi pagamenti di prodotti agricoli di questa stagione. “Appare chiaro – prosegue  Zambrini – che urge un confronto costruttivo con politica ed istituzioni per capire se qualcuno è interessato alla sopravvivenza delle tante agricolture del nostro territorio oppure se qualcuno pensa di dipendere dall'estero per la disponibilità di cibo. Un confronto non è più rinviabile”.

 

Un grido di allarme colto da Circondario imolese che si è rivolto al Governo e alla Regione per chiedere interventi di sostegno per i castanicoltori. Un ordine del giorno, approvato in questi giorni dalla Conferenza dei sindaci, consegna infatti al presidente, Daniele Manca, un pacchetto di richieste per questo settore in difficoltà da far pervenire a Roma e a Bologna. “Le richieste sono conseguenza della grave difficoltà del settore a causa del pessimo raccolto 2014, per il quale si stima una diminuzione media della produzione di oltre l’80% – dichiara Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina e delegato all’Agricoltura del Circondario -. Questo dato, che va ad incidere pesantemente sulla situazione già compromessa dalle crisi degli anni passati, rischia di mettere a repentaglio la stessa conservazione della coltura del castagno, con conseguenze non solo economiche, ma anche paesaggistiche e di tenuta idrogeologica del territorio. Non va dimenticato infatti che le produzioni di marroni e castagne si effettuano proprio nelle zone più svantaggiate del nostro territorio, proprio quelle zone che, se abbandonate, contribuiranno in misura pesante al dissesto idro-geologico delle nostre vallate”.