Di una remissione di mandato si doveva discutere nei primi giorni di Consiglio Grande è Generale (il Parlamento di San Marino n.d.r.), svoltosi a ottobre. Si è finito per parlare di sei dimissioni.

Quelle di Felici (Psd) dalla Segreteria alle Finanze; quelle di Macina (Psd) dalla Commissione affari di giustizia; quelle non date di Morganti (Psd) dalla Segreteria alla cultura, ma pronte se solo dovesse presupporre sospetti nei suoi confronti da parte del tribunale; quelle chieste dall’opposizione, ma non considerate, a Marco Gatti (Pdcs) per via della vicenda E-Vox che parla di una indagine della Gif di Novara con false fatturazioni per 700 milioni di euro; quelle messe dolorosamente nero su bianco in una lettera alla Reggenza da Gian Nicola Berti (Ns), mosse dal clima creatosi in aula; quelle meditate con amarezza e disagio per un mutato ambiente consigliare da Mario Venturini (Ap). Un quadro, al di là delle ragioni di ciascuno, che di certo è la testimonianza di come ci si trovi di fronte al momento forse più difficile che abbia mai vissuto la politica sammarinese in tempi recenti.

Così, mentre la Reggenza ha già formulato un richiamo a moderare i toni dello scontro politico lasciando fuori da Palazzo gli attacchi e le offese personali, la maggioranza valuta oggi come poter raccapezzare una situazione compromessa. Ci sono due mesi di tempo con in mezzo un sacco di cose da fare, a partire dalla Legge di Bilancio che ha per le mani il nuovo Segretario alle finanze, Giancarlo Capicchioni, che dovrà letteralmente fare i conti con una sofferenza di cassa che farà rimanere a fine anno, pagate le tredicesime, 430mila euro circa nel portafogli dello Stato.

 

Ecco allora che una maggioranza provata da una coesione interna venuta progressivamente meno, con segretari di stato che corrono a smarcarsi da situazioni scomode e i due maggiori partiti della coalizione che non hanno fatto ammenda delle loro magagne,è alle prese con un problema tecnico, quello di fare quadrare i conti, e uno politico, quello di tenere insieme i pezzi almeno fino a dicembre. Se l’anno nuovo sarà vita nuova, si vedrà. Certo è che chiudere la partita con la vita vecchia, non sarà per nessuno un’impresa semplice. Anche perché l'indagine giudiziaria va avanti e, dopo che hanno cominciato a collaborare con i magistrati i prestanome, ha iniziato a fare le prime ammissioni anche Fiorenzo Stolfi, confessando circostanze relative a voto di scambio e corruzione che gli vengono addebitate assieme agli altri indagati in una contestata associazione a delinquere che per un ventennio si era praticamente fatta stato.

 

(Antonio Fabbri)