Imola. Roberto Poli 54 anni, sposato, due figli Alice e Davide, è uno dei candidati del circondario per il Pd alle elezioni regionali. Impiegato tecnico, segretario della Cgil Imola dal 1993 al 2001, responsabile regionale area servizi Cgil fino al 2004, poi sindaco di Casalfiumanese fino a maggio 2014.

Ci sono grandi opere in Regione che meritano di essere fatte e altre da fermare? “Questa Regione deve guardare avanti per puntare sulla competitività con le aree più attrezzate d'Europa. Servono tutte le grandi opere (materiali e immateriali) che riducono le distanze tra i territori e dunque i tempi, che offrono servizi alle imprese attirando investimenti, che permettono di trasferire velocemente le conoscenze, cercando la sostenibilità ambientale, dall'uso dei materiali all'efficienza energetica, al risparmio del territorio. Questo deve essere il criterio di valutazione di tutti i progetti: se non rispondono a questi requisiti, non vanno fatti”.

A Imola importanti coop quali Cesi, 3Elle e Coop Ceramica sono in crisi o stanno per chiudere. Di chi è soprattutto la responsabilità? “La crisi pesante dell’economia ha purtroppo investito non solo importanti cooperative, ma anche tantissime imprese medio piccole dell’artigianato, del commercio di cui magari si parla poco ma che assieme alle cooperative rappresentano il tessuto produttivo del nostro territorio. Detto questo, il crollo del settore edile e delle costruzioni si è saldato con l’impossibilità dei Comuni di investire nelle opere pubbliche per i vincoli posti dal patto di stabilità che ha trascinato con sé le imprese che operavano in quel settore. In ogni caso, le situazioni a cui fai riferimento hanno dinamiche diverse ed ognuna di loro meriterebbe una specifica valutazione. In alcune situazioni mi pare che vi siano stati anche errori di strategia da parte dei gruppi dirigenti”.

Per far ripartire l’edilizia e l’indotto cosa bisognerebbe fare? “Cambiare radicalmente l’impostazione strategica, abbandonare l’idea del consumo di suolo, dedicarsi anche con processi formativi del personale ai temi del recupero dell’esistente, alle opere di consolidamento sismico, alle tecnologie per i nuovi materiali, al risparmio energetico, alla bioedilizia. Inoltre occorrerebbe liberare le risorse che i Comuni hanno e non possono spendere rivedendo in profondità i criteri del patto di stabilità. Resta inoltre il tema della concorrenza sleale e del lavoro sommerso che crea alterazioni del mercato”.

Cosa pensa complessivamente del Jobs Act? Se fosse in Parlamento lo voterebbe? “Mi pare che il tema più drammatico sia quello della mancata crescita, del lavoro che non c’è delle imprese che non hanno portafoglio su ordini di medio lungo periodo. Sul Jobs Act mancano i provvedimenti delegati, non mi piace e mi preoccupa il clima di tensione che si sta creando, occorre rispetto tra le parti, le scomuniche reciproche sono un errore, l’Emilia Romagna è un esempio anche sui temi del lavoro, la nostra regione ha fatto gli accordi con le associazioni delle imprese, le organizzazioni sindacali, gli istituti di credito per tutelare nel miglior modo possibile i lavoratori e le imprese, credo che continueremo a farlo. In ogni caso ritengo irrinunciabili le tutele dei lavoratori licenziati per motivi discriminatori. In Parlamento rispetterei le decisioni del gruppo del Pd  perché in un partito si discute, si prendono le decisioni e si rispettano”.

Le sezioni e i funzionari, insomma il partito pesante, sono cose del passato o hanno ancora un senso importante? “Il Pd non tornerà più agli organi su pesanti per ovvie ragioni, ma un partito non può fare a meno di una organizzazione nei territori, dovrà avvalersi della passione di tanti giovani che davvero ci sono e hanno grande energia, dell’esperienza di quelli più grandi, insomma il Pd ha bisogno di tutti”.

Cosa si porta di prezioso in Regione dei suoi due mandati da sindaco a Casalfiumanese? “La conoscenza dei nostri territori, delle imprese, del mondo del lavoro, delle associazioni, delle tantissime persone che in questi anni ho conosciuto, la vita nelle istituzioni mi ha permesso di lavorare ai temi del riordino istituzionale penso cioè di poter aiutare le nostre comunità ad affrontare i cambiamenti che abbiamo di fronte a noi”.

L’autodromo di Imola potrà nel futuro prossimo, a suo avviso, riavere F1 e MotoGp, solo una delle due o nessuna? “L'autodromo di Imola ha le carte in regola per ospitare tutti i grandi eventi, automobilistici e motoristici. La pista è omologata dalle Federazioni internazionali per le gare delle quattro e delle due ruote, anche perché sono sempre stati eseguiti gli interventi idonei allo scopo. Chiaramente, per poter tornare ad ospitare la F1 serve il verificarsi di alcune condizioni e un gioco di squadra Governo-Regione-territorio”.

La centrale di cogenerazione di Hera finora ha portato più vantaggi o meno alla popolazione imolese? Come mai è l’unica di tali dimensioni sul territorio regionale? “I vantaggi ambientali sono accertati e certificati, grazie alla rete del teleriscaldamento. La presenza del Rab, ottimo esempio di partecipazione dei cittadini alle scelte, ha permesso anche di modificare, in meglio, il progetto iniziale. Perché qui? Penso che qui ci fossero le condizioni per un grande investimento in questo campo. C'era già una centrale di cogenerazione in attività da anni, c'erano esperienze e conoscenze nel campo del teleriscaldamento. In questo territorio, da più di 100 anni, c'è Ami e questo significa qualcosa”.

Considera gli emolumenti (stipendi) dei consiglieri regionali giusti, troppo alti o troppo bassi? “Penso che l’indennità di un consigliere dovrebbe essere equiparata a quella dei sindaci delle città capoluogo, è evidente che fintanto si verificano esempi di cattiva politica le indennità saranno sempre troppo alte, in realtà solo con il lavoro e l’impegno verso le proprie comunità con semplicità, concretezza, trasparenza si potrà ridare valore alla politica”.