Imola. Ho avuto occasione di iniziare a leggere uno stralcio di un'intervista rilasciata da Lei ad un quotidiano ma mi sono arrestato subito alle prime righe, proprio dove Lei invita Balzani a collaborare per il risultato delle elezioni in quanto molti contenuti (dei due programmi) sono simili.

Già, i contenuti: è proprio di questo che vorrei parlarle, dell' enorme differenza esistente tra il contenuto e la sostanza. Io credo che molti cittadini siano arcistufi dei contenuti e si trovino ora in attesa della sostanza, quella vera e ritengo che lo scarsissimo livello di adesione alle primarie che lo hanno visto vincitore sia proprio dovuto alla ormai cronica latitanza della sostanza.

 

Sa cosa si sussurra agli angoli delle strade della mia città dove qualche volta ci è dato di ascoltare ancora qualche parola nel nostro dialetto romagnolo, bellissimo idioma che sta purtroppo scomparendo? “Tent' i' è tot precis, ò l'è cumpegn a cleter!”. Le traduco: “Tanto sono tutti uguali, uno all'altro!”. Non è bello nè piacevole ascoltare tali frasi perchè rivelano la presenza di una malattia gravissima che purtroppo affligge la nostra comunità (e non solo quella): la disaffezione!

Si tratta di una malattia molto grave che presenta sintomi precisi ed estremamente preoccupanti: disinteresse, allontanamento dalla politica, scarsa o nulla propensione al dialogo e all'incontro, allergia verso dibattiti ed incontri. Immancabilmente, con l'aggravarsi, i sintomi sfociano nelle manifestazioni di sorrisi amari, acquisti di riviste di soli gossip o giornali sportivi, lunghe sedute televisive assorbendo melense telenovela e alla fine non si partecipa alla vita sociale e politica del paese. Inevitabile la caduta nel livello più basso della democrazia. La causa della comparsa di tale malattia sta proprio nell'aver creduto nei contenuti, averli condivisi, forse aver anche partecipato alla loro diffusione ed essersi poi trovati con un pugno di mosche al posto della sostanza!

 

Veda, signor Bonaccini, io, come tanti (troppi) altri siamo in attesa della sostanza, in quanto apparteniamo ad una comunità amministrata da uno dei suoi più fervidi sostenitori, uno dei tanti sindaci che appoggiano la sua candidatura. Non mi piace fare di tutta l'erba un fascio, ma mi consentirà che il dubbio insorge. Da anni noi siamo amministrati da questo suo ammiratore e siamo ancora in attesa della sostanza dopo le sue tante promesse, quando non abbiamo assistito a vere e proprie capriole (si chiamano così?). Nei contenuti del suo programma, tanto sbandierato, si evidenziava la necessità della difesa del verde e ora ci troviamo davanti a continue vendite di verde pubblico con destinazione cementificazione e a programmi di urbanizzazione e quindi di costruzione di abitazioni e quant'altro da far invidia ai più frenati costruttori: alcuni cittadini si sono ribellati, alcuni hanno vinto e altri vedranno scomparire il prato verde davanti a casa.

Durante i suoi incontri con i cittadini, in occasione della campagna elettorale per la sua rielezione, ha più volte sostenuto e promesso che avrebbe diminuito il rumore dell'autodromo (nella mia città c'è un'antica pista ormai abbandonata da tutti, che vive solo nel ricordo di pochi appassionati e che ha fatto della sua esistenza la distruzione del molto più antico parco pubblico della città oltre alle orecchie dei cittadini) per poi comportarsi esattamente al contrario: 93 giornate oltre i limiti di legge documentati da Arpa nel 2013 contro le 30 previste dalla legge e le 60 previste da una discutibile lettura della legge da parte di famosi uomini di legge, uomini che poi sono stati premiati come si deve attraverso attribuzioni e modifiche di destinazione di suoli che tanto hanno fatto sorridere gli abitanti della nostra città: si dice che siano della tipologia dei prevenuti, tali cittadini e può anche esser vero! Della quantità di denaro pubblico speso e perso sulla pista parleremo in altra occasione: non desidero tediarla oltre.

 

Molti di quelli che lo hanno sostenuto nella sua rielezione sono stati ovviamente premiati con nomine in ruoli di prestigio o hanno addirittura scalzato altri prendendone la mansione: stando a quello che si dice e che si vede, non sembrano essere proprio le persone adatte e capaci per tali mansioni, ma (si dice agli angoli delle strade) abbiano la caratteristica inconfondibile dei “telephon-man”: è sufficiente raggiungerli telefonicamente per ottenere assenso e condivisione. Non è cosa da poco. Stia sul chi vive però: alcuni di questi signori che ora siedono in consiglio comunale, hanno ufficializzato la loro predilezione per candidati che aspirano alla carica di Consigliere regionale di destra, appartenenti o appartenuti al Pdl o a FI: non so Lei, ma io mi fido poco. Molte delle partecipate pubbliche non hanno fatto pervenire i loro dati di bilancio ai tecnici ministeriali incaricati della “Revisione della spesa”: dimenticanza? Distrazione? Disguido? I soliti prevenuti e carichi di pregiudizi scuotono la testa. A proposito: la società che gestisce l'autodromo della mia città è risultata tra le peggiori delle esaminate. Che vergogna!

 

Creda, signor Bonaccini, che la fiducia, Lei lo sa sicuramente molto meglio di me, si costruisce giorno per giorno nell'amministrare la cosa pubblica seguendo al meglio le linee dei contenuti scritti nei programmi elettorali e quando tali linee si perdono nella nebbia la fiducia scema fino a scomparire del tutto, lasciando il posto all'amarezza, alla tristezza e, per finire, alla rassegnazione: “Tent' i fa tot acsè, i fa quel cui pe'!” per ritornare al nostro prezioso dialetto. Serve la traduzione? Io non so se Lei risulterà vincitore nella prossima tenzone per la presidenza della nostra Regione (i miei più sinceri auguri), ma desidero raggiungerLa con alcuni suggerimenti, tre per l'esattezza.

 

Non si dia pace fino a quando non avrà individuato soluzioni per trovare il lavoro ai nostri ragazzi e che tale lavoro non  sia a singhiozzo o ad intermittenza o saltuario od occasionale: la dignità di una persona si costruisce con la certezza del futuro e la precarietà la uccide. In tale disputa non abbia dubbi: curi la preparazione dei nostri ragazzi e la loro cultura. Ne sorvegli la loro dottrina nelle scienze economiche, ingegneristiche, mediche, informatiche, classiche e scientifiche: solo la loro profonda ed attenta preparazione gli sarà di auspicio per il successo. Non si accontenti di abbreviare le attese ai pazienti in attesa di consulto medico, ma pretenda la giusta e corretta assistenza nei tempi più rapidi e cerchi di far si che non solo chi ha disponibilità di denaro possa accedere alle cure ed egli accertamenti più rapidi e risolutivi: mesi di attesa per un esame nella struttura pubblica ed immediato nella struttura privata a pagamento. Le sembra una cosa di sinistra questa?

 

Lavoro, scuola, salute: un po' di acqua fresca dal rubinetto di casa, un tozzo di pane fresco dal fornaio sotto casa e una aiuola verde nella quale sedersi per osservare un tramonto. Mi creda, tutto il rimanente è contorno e non serve null'altro.

(Mauro Magnani)