Imola. MI chiamo Daniela Vannini, 32 anni, sono sposata e candidata nelle liste del Pd per le elezioni regionali. Mi sono laureata inngegneria a 23 anni, lavoro presso una multinazionale del settore ferroviario dove sono responsabile della struttura di pianificazione.

1) Ci sono grandi opere in Regione che meritano di essere fatte e altre da fermare?

“Per una Regione competitiva in Europa e nel mondo serve una rete infrastrutturale importante e senza dubbio degli interventi in tal senso sono non solo necessari ma anche urgenti. Poi non nascondo che ho qualche dubbio che gli attuali progetti del Passante Nord (purtroppo diverso da quello originale) o del People Mover – il collegamento tra l'aeroporto e la stazione di Bologna – siano i migliori per dare risposte ad esigenze reali. Per esempio, per collegare l'aeroporto alla stazione centrale, basterebbe allungare di 900 metri la ferrovia fino all'aeroporto e aggiungere lì una fermata del Servizio ferroviario metropolitano. Sicuramente occorre potenziare il collegamento ferroviario tra Bologna e il Porto di Ravenna, che è la nostra piattaforma logistica sul mare, e avviare il cantiere della quarta corsia da Bologna a Imola e al raccordo autostradale per Ravenna. Infine, serve un reale potenziamento della capacità della linea ferroviaria tra Bologna e Rimini”.

2)A Imola importanti coop quali Cesi, 3Elle e Coop Ceramica sono in crisi o stanno per chiudere. Di chi è soprattutto la responsabilità? Per far ripartire l’edilizia e l’indotto cosa bisognerebbe fare?

“La crisi ha fatto la parte del leone, ma certe scelte dei vertici e
certi investimenti dovevano essere più accorti e ponderati. I gruppi
dirigenti portano le loro responsabilità. Prima di tutto per alcuni
investimenti azzardati, poi ad esempio, nel comparto delle costruzioni e
dei serramenti, il fatto di non aver saputo innovare a sufficienza, ad
esempio legando l'edilizia alla sfida energetica. Mentre nel mondo
avveniva quella rivoluzione sul tema dei consumi di energia che oggi ci
appare normale, le nostre aziende non ci hanno creduto fino in fondo. E
sono rimaste a guardare per troppo tempo. Il caso della Ceramica è
diverso. qui il punto è passare da un prodotto base, non più competitivo
nel mondo, verso prodotti sempre più ricercati ed evoluti. Le cose che
solo noi italiani possiamo e sappiamo fare e che nel mondo tutti cercano
da noi. Mi pare che la nostra Cooperativa abbia preso questa strada”.

3)Cosa pensa complessivamente del Jobs Act? Se fosse in Parlamento lo voterebbe?

“La riforma del lavoro è tanto importante quanto delicata e sarebbe giusto restare al merito, senza prese di posizione ideologiche che ho visto da entrambe le parti. Il provvedimento merita alcune correzioni e migliorie che so essere in discussione in questo momento; se inserite, lo voterei. È importante superare le 46 forme contrattuali precarie che oggi esistono e andare nella direzione di un contratto unico. Al tempo stesso dobbiamo estendere a tutti i lavoratori la tutela verso i licenziamenti discriminatori, senza giusta causa, e ribadire che non si creano posti di lavoro se si toglie l’Art 18”.

4) Lei abita a Imola, ma finora ha fatto politica soprattutto a Bologna. Come mai? Come pensa di convincere i cittadini del circondario a votarla?

“Il mio percorso politico, così come quello professionale, è partito a Imola, sviluppandosi poi a Bologna dove lavoro, dove fin da subito mi è stata data la possibilità di fare importanti esperienze, politiche e amministrative, e dove ho collaborato con persone di grande esperienza che stimo molto. A Imola, purtroppo, non ci sono state le condizioni. Credo che la mia candidatura rappresenti un’opportunità in più per i cittadini del Circondario Imolese: conosco bene Imola e il territorio, dove vivo da sempre, e ho una visione e una riconoscibilità a livello metropolitano. Se vogliamo che il nostro territorio cresca e la nostra Regione possa competere con le più importanti regioni europee, dobbiamo superare la sterile contrapposizione tra Imola e Bologna e costruire sul serio una città metropolitana forte dove Imola e il Circondario siano rappresentati con autorevolezza e lungimiranza. Poi mi candido per portare in Regione un’idea di politica che si basa su competenze e professionalità, sul coraggio di cambiare ciò che non funziona e sulla libertà che viene dall’avere un lavoro autonomo dalla politica, che consente di conoscere bene i problemi di cui ci si occupa e soprattutto di poter tenere sempre la schiena dritta. E credo che un impegno in politica di questo tipo possa interessare anche i cittadini imolesi”.

5) Fa una vita da pendolare? Cosa pensa dei trasporti ferroviari fra Imola e Bologna?

“Sì, faccio una vita da pendolare tra Imola, dove vivo, e Bologna, dove lavoro. Ho una proposta articolata sul trasporto ferroviario nella nostra Regione, con particolare attenzione a quello tra Imola e Bologna. In sintesi è necessaria un’analisi a livello regionale della fattibilità tecnica ed economica del potenziamento della capacità della linea ferroviaria Bologna-Rimini  per evitare le attuali precedenze tra treni veloci e treni pendolari. Si deve aumentare la frequenza del servizio nelle ore di punta, offrendo un maggior numero di posti, per esempio inserendo la fermata di Imola per il treno in arrivo a Bologna alle ore 8.54 e il treno in partenza da Bologna alle ore  17.52 e facendo rispettare sempre la composizione dei treni, garantendo il numero di sedute già previsto nell’attuale contratto di servizio”.

6) L’autodromo di Imola potrà nel futuro prossimo, a suo avviso, riavere F1 e MotoGp?

“Spero di sì, ma non mi faccio illusioni. Qualcosa si muove nei campionati internazionali, ma queste sono scelte che non dipendono in gran parte da noi. Invece penso all'oggi e sono convinta che lo spazio per una migliore convivenza tra questa infrastruttura e la città vada trovato.
Anzitutto una migliore compatibilità con i residenti, ma anche compatibilità economica e allargamento dello spettro degli eventi. Sono tre aspetti che si tengono. Lì c'è un pezzo fondamentale della nostra storia recente e mi sento di dire che a queste condizioni può essere un pezzo parimenti importante del nostro futuro”.

7) L’autodromo può diventare la sede polifunzionale di fiere e avvenimenti che ora si tengono a Bologna

“Lo deve diventare. Se sarò eletta, un mio impegno sarà anche quello di
favorire, assieme a tutte le istituzioni locali, la sinergia tra il
sistema bolognese – ed in particolare la Fiera – e il nostro territorio, a
partire dall'autodromo. E' un esempio concreto di ciò che
significa il protagonismo del nostro territorio nella dimensione bolognese
e metropolitana”.

8) Il turismo finora è stato abbastanza valorizzato nel territorio del circondario?

“Il nostro territorio ha grandissime potenzialità, alcune da valorizzare
di più. C'è un tratto fortissimo nella cultura enogastronomica e
nella qualità della nostra ristorazione. Poi vi sono eccellenze culturali
e ambientali talvolta poco conosciute anche dai cittadini residenti. Sia a
Imola che negli altri Comuni. Bene tutte le iniziative di promozione, ad
esempio l'ultima guida che le amministrazioni hanno proposto nei gg
scorsi. La dimensione metropolitana può essere un volano per far conoscere
le nostre peculiarità e le nostre eccellenze ben oltre i nostri confini”.

9) Considera gli emolumenti (stipendi) dei consiglieri regionali giusti, troppo alti o troppo bassi?

“Sono oggettivamente alti. In un Paese che vive una situazione pesante
come quella attuale certe cifre stridono e non poco. Va detto anche che la
nostra regione è l'unica che ha ridotto i compensi e abolito i vitalizi. Ma c'è ancora margine“.