Imola. Il 19 novembre la Guardia di Finanza ha sequestrato gli apparecchi photored ai semafori di Imola, Castel San Pietro e Dozza. Sarebbero indagati amministratori, consiglieri e tecnici comunali. L'mdagine partiorebbe dalla Corte dei Conti a seguito dell'annullamento di numerosi verbali per infrazioni rilevate con dispositivi non gestiti dalla Polizia municipale ma da una società partecipata dai Comuni. Il tema logicamente scalda l'opinione pubblica, a pochi giorni dal voto regionale. La prima presa di posizione arriva da Castel San Pietro, dove non risultano indagati. “Il sequestro degli apparecchi – dice il sindaco, Fausto Tinti con un comunicato ai media e con un post diffuso du Facebook – e è un provvedimento preventivo, disposto dal Giudice delle indagini preliminari, il quale sta evidentemente raccogliendo elementi al fine di verificare se esistono eventuali irregolarità, e quindi decidere se archiviare o se procedere con l'azione giudiziaria. Non conosco i motivi di questo provvedimento ma ho la piena e totale fiducia nei confronti della magistratura. Tengo inoltre a precisare che a Castel San Pietro non ci sono amministratori né tecnici comunali indagati”.
Tinti sottolinea come la partecipata Area Blu, almeno a Castello, gestisca solo le tecnologie: “Area Blu – dice Tinti – non rileva infrazioni né commina sanzioni, ma si limita a inviare le foto e la documentazione alla Polizia Municipale, la quale è l'unico soggetto autorizzato per legge ad accertare l'eventuale infrazione e a disporre la contravvenzione. Area Blu, infine, è una società partecipata dai Comuni e da due Provincie e pertanto, secondo il Diritto Comunitario, che prevale su quello nazionale, è da considerarsi come ufficio dell'Ente”.

Da parte sua, il sindaco di Imola Daniele Manca rileva che “non mi pare una notizia quella relativa alla chiusura dell'indagine sugli apparecchi “rossotivede”, della quale eravamo a conoscenza. Attendiamo i prossimi sviluppi e ci tuteleremo nelle sedi opportune, anche se mi rendo conto che viviamo in un paese in cui l'espressione di fiducia nella giustizia può essere rinnovata anche più volte al giorno. L'unica cosa che mi sorprende è il sequestro degli segnali ai semafori che fino ad oggi hanno rilevato le infrazioni, perché ciò significa che a Imola, Castel San Pietro Terme e Dozza, in corrispondenza degli incroci più pericolosi, attraversare con il rosso rischia di diventare un'infrazione non rilevata. Faccio notare che nel 2006 le contravvenzioni elevate sono state 7.453, mentre nel 2013 eravamo già scesi a 3.239 e nel 2014, fino a ieri, 2.279. Mi pare una prova inequivocabile che i fini preposti, la sicurezza, la riduzione dei rischi per bambini e famiglie, l'accresciuto senso civico, sono stata ampiamente ottenuti”.

Soffia sul fuoco il Movimento 5 stelle: “Apprendiamo che tutta la giunta del Comune di Imola fino al 2013, il sindaco Daniele Manca e alcuni dipendenti del Comune per un totale di 15 persone sono indagati nell'inchiesta Photored, gli apparecchi per la rilevazione automatica delle infrazioni ai semafori installati a Imola, Castel San Pietro e Dozza. Il giallo al semaforo durava meno di quanto doveva, non venivano prodotte le foto, i dispositivi erano stati affidati non alla polizia municipale ma illegittimamente ad Area Blu, e infine gli apparecchi non rispettavano le prescrizioni di omologazione. Per questo la Guardia di Finanza di Bologna li ha sequestrati tutti contestando ai nostri amministratori i reati di abuso d'ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Come Movimento 5 Stelle Imola proporremo subito una mozione per chiedere in caso di condanna il risarcimento a tutti gli automobilisti finora illegittimamente multati, e se la maggioranza dirà che il Comune non se lo può permettere risponderemo che il problema non è del Comune, ma degli indagati”.

Per il capogruppo di Forza Italia Simone Carapia “ora attendiamo fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso e ci auguriamo che tempestivamente il sindaco di Imola faccia chiarezza perché qui non ci si può nascondere e dare colpe ad altri, questo è un problema tutto locale. Indagine non significa condanna, è vero, ma questo non ci esime dall'esprimere un giudizio politico molto negativo nei confronti sia di questa giunta sia delle società partecipate tanto osannate dallo stesso Manca e che sarebbero un modello da seguire in tutta Italia. Quello del sequestro dei photored perché sarebbero illegali è un altro brutto colpo per il governo della città di Imola. Il modello del centrosinistra ormai fa acqua da tutte le parti, schiacciato da indagini, affari poco chiari, intrecci tra politica e business, nomine politiche di persone messe ai vertici di cooperative e partecipate”.