Imola. In mezzo alla crisi devastante di tante cooperative, in un laboratorio di meccatronica della zona industriale, un artigiano imolese pieno d’ingegno, Matteo Suzzi, sta costruendo dei robot che sanno danzare e perfino suonare strumenti quali un pianoforte e una batteria. La novità è stata notata anche dagli autori delle tv e in particolare dalla trasmissione X-Factor tanto che il 20 novembre, alle 21.15 su Sky negli studi di Milano, il robot Kea sarà in gara insieme con il cantante Leiner, già passato a una prima selezione proponendo il grande Cat Stevens. Vedremo che effetto farà sulla giuria di vip (Victoria, Morgan, Fedez e Mika), Leiner accompagnato da Kea che, dietro di lui, muoverà le sue braccia e mani elettroniche a ritmo di musica grazie a un esoscheletro che lo collega al cantante. Kea può anche parlare.

Suzzi, cosa l’ha spinta a realizzare Kea?

“RobotKEA è un progetto nato dalla passione che nutro da sempre verso i robot. Per coincidenza il mio anno di nascita (1977) coincide anche con quello di creazione del robot che ancora oggi per me rimane il numero uno: R2D2 (Guerre Stellari). Fin da bambino avevo il sogno di vedere girare per casa il famoso droide a grandezza reale e così ho deciso di costruire questo prototipo a lui ispirato. Riflettendo molto dal lato pratico ed estetico non ho voluto costruire il solito robot “da tavolo” con dimensioni ridotte e, ovviamente, notevoli vincoli e restrizioni sull'hardware da installare, ma ho cercato di realizzare un vero e proprio robot. E così è nato RobotKEA che è alto 90 centimetri, capace di farsi notare in mezzo alle persone e, cosa fondamentale, con molto spazio al suo interno per alloggiare in comodità qualsiasi tipo di elettronica, perfino un computer. Tutto il progetto è partito grazie alla famosa ciotola dell’IKEA (da qui il nome RobotKEA) che mi ha sempre ricordato la testa di R2D2. La testa è una ciotola dell’Ikea”.

Come mai?

“La mia filosofia è quella di utilizzare materiale di riciclo o di recupero. Io disegno al computer e poi costruisco  i pezzi realizzati con una stampante a 3 Dimensioni. Ho fatto tutto io, dalla carenatura alla base elettronica fino alla carpenteria. Ho impiegato un anno lavorando la sera nei ritagli di tempo. Non vendo i robot, li do solamente in affitto o a noleggio”.

Per lei i robot sono un hobby o un lavoro?

“E’ cominciato come un hobby che si è trasformato in lavoro negli ultimi due anni. Ora costituiscono la mia attività principale”.

Come è riuscito ad approdare a X-Factor?

“A una fiera nello scorso anno, ho incontrato uno degli autori del programma e gli ho lasciato i miei riferimenti con il biglietto da visita. Mi ha chiamato all’ultimo momento e sto andando ora in treno a Milano. A me non piace apparire, ma sono contento che sul palco vadano i robot che ormai sono la mia attività principale. Certo, dovremo confrontarci con le scenografie degli altri cantanti che saranno molto competitive”.

Ha altri robot?

“Sì, il fratellino di Kea che suona la batteria e un altro robot che suona il pianoforte, muove gli occhi, le braccia e le mani e a breve sarà ospite speciale su 'I fatti vostri', la trasmissione di Giancarlo Magalli”.

Altri progetti?

“Insieme con l’amico Daniele Barbieri, da ottobre andiamo con Kea nelle scuole della provincia di Bologna per incontrare circa 1200 alunni. Spero si tratti di un progetto interessante e che soddisfi la curiosità di tanti piccoli studenti”.

(Massimo Mongardi)