Il progetto teatrale è sui classici greci e dopo avere messo in scena nel 2012 “Antigone” e nel 2013 “Prometeo” i ragazzi e le ragazze del Liceo Classico “B. Rambaldi” di Imola si cimentano con “Lisistrata” di Aristofane, che ha debuttato al Teatro Osservanza nel maggio di quest'anno. Si replica Sabato 22 novembre alle 21 al Teatro di Dozza con la regia di Corrado Gambi della Compagnia Teatrale della Luna Crescente. Un testo impegnativo e attualissimo visti i tanti focolai bellici che tormentano diverse aree del pianeta.

La storia
Nel 411 a.C. in un'Atene sempre più logorata dalla guerra, Aristofane mette in scena una delle più scintillanti fantasie di potere che l'antichità ci abbia lasciato.
Lisistrata, donna ateniese, convoca numerose donne di Atene ed altre città, tra cui la spartana Lampitò, per discutere un importante problema. A causa della guerra del Peloponneso, infatti, gli uomini delle poleis greche sono perennemente impegnati nell'esercito e non hanno più il tempo di stare con le loro famiglie. Lisistrata propone allora alle altre donne di fare uno sciopero… “particolare”…

Uno spettacolo nello spettacolo
In un paese tormentato da una lunghissima guerra, le donne delle due parti belligeranti si accordano per mettere in atto un piano comune… Un piano che da solo può portare al raggiungimento della pace! È una metafora potentissima!
Consapevoli della “forza contrattuale” potenzialmente presente nel sesso, le donne decidono di usare il proprio corpo come strumento di ricatto, rifiutandosi ai loro uomini e mettendosi di fronte a un dilemma: o la rinuncia al piacere sessuale, o il perseguimento di una linea politica conciliatrice, che essi autonomamente non possono e/o non vogliono percorrere.

Le donne protagoniste
La Lisistrata non è solo la prima commedia greca con protagonista femminile, è il primo testo della cultura occidentale che affronti il problema dell'emarginazione femminile, senza limitarsi al lamento patetico. La funzione comico-drammatica esprime una volontà di cambiare il mondo e di porsi come soggetto storico.
La Donna come soggetto della Storia! È il primo esempio!
E l'obiettivo perseguito e raggiunto sottolinea la macroscopica rilevanza dell'azione liberatoria. E il tutto passa attraverso la rappresentazione dell'ottusità maschile! E ancora di più, la sottolineano i modi di come le donne agiscono… prendendo l'Acropoli, il simbolo dell'intero controllo della vita sociale.
Gli uomini finiranno sì per fare la pace… ma trasportati solo dal desiderio, non da un'effettiva presa di coscienza antimilitarista.
La Lisistrata è una commedia gigantesca, una commedia universale, in cui danzano insieme gli dei, gli uomini, le passioni bestiali, in cui si abbracciano grazia e rudezza, in una danza fantastica. Qui le donne sono la rappresentazione del senno, contro invece la rappresentazione del sonno della ragione degli uomini, che sono condotti solo dalle loro pulsioni… pulsioni che lo spingono alla guerra. Quella “guerra-fatto-contro-natura” nella sfera del fondamentale rapporto umano… quello appunto tra i sessi. La guerra che costringe la donna a rinnegare sé stessa e riduce l'uomo alla bestialità primitiva.  Nell'urgenza del sesso insoddisfatto si dissolve quindi non solo la guerra, ma tutta la vita sociale, faticosa conquista di millenni e l'umanità ricade nella barbarie… ancora e ancora… fino ai giorni nostri.

Attuale anche sulla relazione fra i generi
La vicenda di Lisistrata e delle donne greche raccontata nel testo, non è solo significativa contro la guerra, ma anche per una riflessione non banale sul rapporto fra i generi. L'astensione dalle pratiche sessuali e quindi il rifiuto a concedere il proprio corpo per far cessare le ostilità belliche indica come il potere maschile sul corpo femminile sia l'affermazione del prevalere del genere maschile su quello femminile per imporre il quale si ricorre spesso a pratiche violente. Quando il corpo femminile non è più oggetto di potere dell'uomo può cambiare i rapporti di forza e lo stato delle cose. Un effetto destabilizzante del sistema e delle relazioni stereotipate per ottenere un cambiamento concreto a cui il potere maschile reagisce con la violenza. Ecco perché la violenza sulle donne non è un fatto privato ma profondamente collettivo e culturale. Un testo attualissimo, Lisistrata, proprio a ridosso del 25 novembre giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, perché induce ad una riflessione tesa a svelare la vera natura di questo fenomeno.

 

(V.G.)