“In disparte” è il discorso che Elfriede Jelinek pronunciò a Stoccolma nel 2004 in occasione del conferimento del premio Nobel per la Letteratura. La scrittrice non andò a ritirare il premio e inviò un video in cui lei stessa, di fronte ad un leggio , legge il discorso. Anna Amadori, Elena Bucci e Chiara Guidi daranno voce al discorso venerdì 21 novembre al Teatro Bonci di Cesena alle 18.00.

Scrivere è la dote della flessuosità, la dote di stringersi alla realtà?
Ci si vorrebbe stringere volentieri , ma cosa succede poi a me?
Cosa succede a quelli che la realtà non la conoscono davvero?
E' talmente spettinata la realtà. Non c'è pettine che riesca a lisciarla.
I poeti vi passano e raccolgono disperatamente i suoi capelli in una pettinatura, dalla quale prontamente di notte vengono perseguitati.
Nell'aspetto c'è qualcosa che non va… (In disparte , Elfriede Jelinek)

 In disparte è un corpo a corpo dell'autrice con la lingua, con il ruolo che le riconosce e con la condizione in cui la lingua la pone quotidianamente, in fuorigioco, nel tentativo incessante di stare dentro la realtà, svelare e dare voce alla memoria. “Io sono la prigioniera della mia lingua” scrive la Jelinek, nell'intaglio tra realtà e rappresentazione, con il vento della realtà che afferra aggressivamente la “via”, compone il possibile modo di essere autrice, oggi.

Le repliche
La performance è parte del festival “Focus Jelinek”, iniziato il 7 ottobre scorso per concludersi nel marzo 2015. Un progetto regionale che coinvolge 14 teatri e 7 compagnie e che replica ogni spettacolo in diverse città “In disparte”, dopo Cesena, sarà visibile il 3 e il 21 febbraio 2015 rispettivamente all'Almagià di Ravenna e al Laboratorio delle Arti/La Soffitta di Bologna.

 

(V.G.)