C'è poco da esultare. I cittadini emiliano romagnoli non hanno votato. Alla chiusura delle urne, alle 23, il dato dei votanti si è attestato al 37.7% lontanissimo dal 68,06% del 2010 e ancor di più dal 70% delle più recenti elezioni europee. Un drammatico segnale di disaffezione verso questa politica, questi partiti e i loro candidati.

Ma anche un segnale forte verso la politica nazionale che fa ben capire come la luna di miele tra l'Italia e il premier Matteo Renzi sia già finita, sfiancata da parole e proclami che poi non hanno avuto riscontro nei fatti, mentre il Paese continua ad affondare in una crisi che non vede vie d'uscita.

Il cittadino non ne può più di quel teatrino a cui la politica ci costringe ogni giorno. Non ne può più di legge elettorali fasulle, di parole senza fine, di incontri tra le solite facce dove si riaffermano i soliti accordi, di politici che continuano imperturbabili ad arraffare i denari pubblici.

 

Il dato dell'Emilia Romagna, e anche della Calabria, sono certamente conseguenza degli errori, delle incapacità e delle ruberie dei suoi politici, ma anche di una politica nazionale sterile, incapace di dare segnali forti a chi sta pagando pesantemente le conseguenze di questa crisi, che si sta riproponendo sui canoni che gli sono propri da decenni, nonostante i proclami di un Premier che diceva di voler cambiare tutto, ma che nella realtà non sta cambiando nulla.

 

In questo contesto il candidato del Pd, Stefano Bonaccini, è quello che raccoglie più voti e, di conseguenza, si avvia a raccogliere lo scettro lasciato anticipatamente da Vasco Errani, travolto dall'inchiesta su un finanziamento regionale improprio avuto dall'azienda del fratello. Probabilmente da qualche parte si brinderà alla vittoria, di chi però non si sa. Certo nel nostro sistema vince chi ha un voto in più anche se a votare è una minoranza. Per qualcuno l'importante è che chi si avvia a governare questa regione rappresenti la garanzia che nulla cambierà, che non andrà ad intaccare quei meccanismi e quei poteri, molti dei quali opprimenti, che la gente non sopporta più. Della tanta sofferenza che c'è in giro poco importa.

 

A parole tutti si dimostrerannno preoccupati per questi dati, ma poi tra qualche giorno tutto sarà passato e come nulla fosse gli eletti andranno a sedersi sugli scranni del consiglio regionale con la garanzia a fine mese di avere un ottimo stipendio garantito.

 

E la politica? Quella vera che deve risolvere i problemi dei cittadini? Beh, per quella c'è tempo… intanto godiamoci questa vittoria.

(Valerio Zanotti)