Imola. Il segretario della Cgil Paolo Stefani, che viene dalla Fiom reagisce duramente alle parole di Matteo Renzi che, dopo le elezioni del 23 novembre, ha minimizzato la fortissima astensione.

“Ritengo che le affermazioni del Presidente del Consiglio siano prive di senso in una democrazia che poggia le sue basi sulla partecipazione che in questo momento è il malato grave e farebbe bene ad ascoltare il grido di disperazione che viene dalla società – dichiara Stefani -. Quando in una Regione come l'Emilia Romagna, che si è sempre distinta per l'alta affluenza alle urne, il 63% degli elettori decide di non partecipare al diritto di voto significa che la distanza tra la politica e i cittadini ha assunto dimensioni tali da mettere a rischio la democrazia stessa e le affermazioni tese a sminuire questa realtà o per infamare la Cgil o le sue categorie dimostrano quanto sia sbagliata la ricetta proposta. E' l'effetto della frantumazione sociale del Paese che sta portando avanti con ostinazione il Governo, sostenuto dagli industriali e dai faccendieri più spregiudicati, contro quella parte di cittadini che soffre maggiormente l'inerzia dello Stato, che si vedono portare via i diritti e che non riempie la pancia con gli annunci vuoti del Presidente del Consiglio.

“Rivendico con orgoglio – termina il segretario – l'autonomia politica della Cgil a dimostrazione del fatto che sta dalla parte dei più deboli che sono quelli che chiedono più lavoro, meno tasse e più equità, quelli che contribuiscono per l'80% al gettito fiscale pagando le tasse, quelli che non godono di nessun privilegio e non pagano una cena mille euro perché in tanti casi, quando ci arrivano, gli servono per campare un mese intero”.