Imola. Una grande cooperativa e un grande imprenditore. Per celebrare la grande attualità del pensiero di Adriano Olivetti e le molteplici affinità con il modello cooperativo imolese, Sacmi ha scelto di dedicare un convegno alla figura dell’imprenditore piemontese, evento di punta nell’ambito delle celebrazioni per i 95 anni di vita dell’azienda imolese.

L’appuntamento è per lunedì 1° dicembre, ore 17.30, nella sede di Sacmi in via Selice Provinciale. Per l’occasione sarà presentato il documentario “Olivetti: una trama ideale d’impresa”, ideato da Mauro Casadio Farolfi – critico, saggista e studioso della figura di Adriano Olivetti – presidente dell’associazione “Città dell’Uomo” di Imola, con la regia di Mauro Bartoli di Lab Film.

 

Sono trascorsi 95 anni da quel lontano 1914 quando, dal coraggio e dalla determinazione di 9 tra meccanici e fabbri imolesi, nasceva la “Società anonima cooperativa meccanici Imola”, oggi grande multinazionale cooperativa conosciuta in tutto il mondo come Sacmi. E più di mezzo secolo da quel 27 febbraio 1960 quando, nel pieno di una vita intensa, scompariva improvvisamente Adriano Olivetti, fondatore di un nuovo modello di azienda, intesa come comunità, vera e propria fabbrica di idee, lavoro e cultura – prima ancora che di oggetti – una nuova idea di fabbrica che metteva al centro l’uomo, le sue aspirazioni, competenze, valori.

 

 “Il valore e l’attualità del pensiero di Olivetti – sottolinea Paolo Mongardi, presidente di Sacmi – consistono fra l’altro nella sua ferrea determinazione a considerare possibile, ed anche conveniente, la ricerca di un equilibrio tra profitto e solidarietà sociale. Nell’idea che il benessere dei dipendenti, la valorizzazione delle competenze, del confronto anche di idee all’interno della fabbrica, rappresenti un valore aggiunto per lo sviluppo dell’azienda e, insieme, di un’intera comunità. Sono gli stessi valori di riferimento di Sacmi, sin da quel giorno illuminato di 95 anni fa quando nove giovani disoccupati, uniti da un desiderio comune, il lavoro, fondavano la cooperativa e gettavano le basi per la nascita ed il successivo sviluppo del gruppo nel quale oggi tutti noi lavoriamo e che ha portato alto nel mondo, per decenni, il nome della manifattura italiana. Per questo abbiamo scelto di dedicare le celebrazioni per il 95° ad alcuni dei protagonisti che, puntando sul valore delle maestranze, hanno fatto grande l’industria italiana: come Adriano Olivetti, le cui idee sul welfare aziendale ricalcano da vicino i principi di Sacmi sulla mutualità, l’attenzione alla sicurezza del lavoro, la valorizzazione delle persone”.

 

“Adriano Olivetti – ricorda Pietro Cassani, direttore generale del Gruppo Sacmi – fu un vero pioniere nell’innovazione, nella ricerca continua del perfezionamento del prodotto, con una particolare attenzione al design e anticipando l’era dell’Information Technology che più tardi si sarebbe sviluppata in tutto il mondo. Esperienza, solidità finanziaria, efficienza gestionale, innovazione continua, valorizzazione delle competenze: sono questi i valori che permettono ad un’azienda di crescere e di misurarsi, ancora oggi, con i grandi cambiamenti in atto sullo scenario mondiale e sono gli stessi principi che guidano quotidianamente il Gruppo Sacmi nella propria mission, che è quella di creare benessere e sviluppo sia per la comunità locale sia in tutti i mercati internazionali in cui opera”.

 

Con filmati di repertorio tratti dall’Archivio Olivetti di Ivrea – che raccontano l’epopea dell’impresa da quando Adriano ricevette il testimone dal padre Camillo, all’inizio degli anni ’30 – il documentario si sviluppa attraverso le testimonianze dei maggiori protagonisti dell’economia e della cooperazione sociale (da Emilio Renzi ad Aldo Bonomi, da Giulio Sapelli a Stefano Zamagni, Luca Zevi e Luca Gabbi), per proseguire con il pensiero dei protagonisti della cooperazione imolese (dal presidente di Sacmi Paolo Mongardi a Domenico Olivieri, past president del Gruppo ed oggi alla guida di Legacoop Imola) e di quei dirigenti d’impresa di aziende anche non cooperative (come Daniele Vacchi del Gruppo ma o Alessandro Curti della Curti Spa), ma che si riconoscono appieno nella visione olivettiana, tornata di grande attualità in questi anni di crisi internazionale e ipertrofia del capitalismo finanziario. Fino al pensiero di coloro che hanno avuto occasione di lavorare direttamente con Olivetti, nella sede di Ivrea, e di partecipare alla sfida di creare nel secondo dopoguerra un’esperienza di fabbrica nuova ed unica al mondo, cercando una “terza via” in un momento storico in cui si fronteggiavano due grandi potenze e modelli di sviluppo, capitalismo e socialismo reale.

 

Moderato dal direttore della sede Rai dell’Emilia-Romagna, Fabrizio Binacchi, l’incontro si aprirà con l’intervento di Paolo Mongardi, presidente di Sacmi, per proseguire con i saluti del primo cittadino di Imola, Daniele Manca. Quindi, la proiezione del documentario “Olivetti: una trama ideale d’impresa”, un progetto che, osserva l’ideatore Mauro Casadio Farolfi, “vuole apportare un contributo alla discussione sempre attuale di un coinvolgimento di altri partner, oltre alla proprietà, nella gestione dell'azienda, a cominciare dagli stessi lavoratori. Del resto era questa la visione di Olivetti che, muovendo da tale presupposto, si era interessato all'esperienza cooperativa industriale in tutta Italia, compresa la nostra città”. A seguire spazio al confronto, con l’intervento di tutti i protagonisti del mondo cooperativo locale e nazionale, da Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale a Laura Olivetti, presidente della Fondazione Adriano Olivetti, fino all’atteso intervento di Giuliano Poletti, per anni protagonista della movimento cooperativo ed oggi alla guida del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

 

“Il coraggio di pensare a domani, andando oltre il risultato economico a breve, per perseguire, attraverso una competitività responsabile, una crescita del benessere, della qualità della vita di lavoratori, soci, fornitori, clienti, della comunità nel suo complesso. Questa è, in sintesi, l’eredità più importante di Olivetti”, sottolinea ancora il presidente Paolo Mongardi. Una visione innovativa grazie alla quale nasceva e si sviluppava tra gli anni ’30 e il secondo dopoguerra una idea di fabbrica completamente nuova, diventata la prima azienda al mondo del settore dei prodotti per ufficio, prima con le macchine da scrivere e successivamente con i calcolatori e che – alla morte di Olivetti – contava ben 36mila dipendenti, di cui oltre la metà all’estero. Allo stesso modo Sacmi che, osserva Mongardi, “grazie a scelte lungimiranti nel tempo, improntate sull’internazionalizzazione, l’innovazione e la ricerca costante della fiducia di soci, clienti e fornitori, ha superato non solo difficili momenti storici come il secondo conflitto mondiale, ma anche la storia più recente, quando la crisi economica internazionale ha messo in seria difficoltà la manifattura italiana e, con essa, il tessuto cooperativo locale”. Una visione niente affatto astratta che, in Sacmi come nella Olivetti degli ‘anni d’oro’, “fa perno sul concetto di innovazione di processo e di prodotto, di eccellenza tecnologica come strumento per crescere sui mercati internazionali”.

 

Due storie che si intersecano e si intrecciano, dunque, quella dell’Olivetti, del Gruppo Sacmi e del mondo cooperativo emiliano, per incontrarsi nell’idea di Comunità, proprio quel movimento creato da Olivetti – insieme alla prestigiosa rivista – che doveva rappresentare il luogo di incontro tra azionisti, istituzioni, università, lavoratori, superando così le (al tempo apparentemente insormontabili) differenze ideologiche e politiche. In sostanza “responsabilità sociale d’impresa” come strumento per reagire alla crisi, incrementando la propria competitività in un’ottica di sostenibilità, dialogo e coinvolgimento degli stakeholder, valori che, ricorda Domenico Olivieri, presidente di Sacmi fino al 2013 e, da aprile 2014, alla guida di Legacoop Imola, “fanno parte del DNA del mondo cooperativo ma che rappresentano un patrimonio importante per tutte le attività economiche”. A dimostrarlo, le testimonianze degli imprenditori di oggi, che credono fermamente in questo modello; ma anche e soprattutto la storia stessa di Olivetti che, nell’attività quotidiana fatta di passione ed impegno per il lavoro, seppe mettere in pratica questo modello ponendosi, in senso lato, tra i primi e forse più importanti cooperatori della storia industriale italiana.